Rabbia e sconforto, i tifosi rossoneri pronti alla protesta

8 Gennaio 2016

C’è chi ha proposto di abbandonare le gradinate dello stadio dopo il fischio d’inizio con la Pro Vercelli

LANCIANO. Una partita d’altri tempi, di quando non esistevano le aree di prefiltraggio e si parcheggiava fin davanti ai cancelli: questo richiamava alla mente ieri mattina lo stadio Biondi, dove c’è stata l’attesa conferenza stampa di Valentina e Guglielmo Maio. L’appuntamento ha messo in fibrillazione la tifoseria fin da quando, martedì scorso, è stato convocato con una nota ufficiale sul sito del club. Del resto già quella di martedì era stata una giornata particolare: un paio di centinaia di supporters frentani avevano presidiato in numero considerevole la ripresa degli allenamenti al campo sportivo Memmo di via Rosato. Tuttavia, se tre giorni fa si è potuto solo constatare il clima di smobilitazione che regna intorno alla Virtus, l’appuntamento di ieri poteva essere l’occasione per un confronto faccia a faccia con la dirigenza. E così, nonostante si trattasse di una riunione riservata alla stampa, la gente è accorsa al Biondi con buon anticipo rispetto all’orario annunciato per la conferenza, riempiendo di auto lo spiazzale dal quale si entra allo stadio e una buon tratto di via Belvedere. L’afflusso insolito ha messo in allerta le forze dell’ordine: diverse “volanti” della polizia e un buon numero di agenti erano al Biondi come mai si è visto per una conferenza stampa. Per regolare gli ingressi sono stati anche convocati un paio di steward.

A dispetto dell’orario non proprio comodissimo, a cavallo tra fine della mattinata di lavoro e ora di pranzo, i tifosi hanno atteso in buon numero la fine della conferenza, seguendola sui cellulari grazie alle dirette web: un po’ come una volta chi, non entrava allo stadio, seguiva le partite alla radiolina. Alla fine è arrivato pure il confronto diretto, sempre presenti le forze dell’ordine, quando dopo la conferenza con i giornalisti Valentina e Guglielmo hanno accettato di incontrare chi aveva aspettato oltre i cancelli. I dirigenti hanno ripetuto sostanzialmente quanto già detto di fronte a taccuini e microfoni, tra chi è stato più conciliante e qualcun altro che invece ha manifestato con toni più accessi, ma sempre civili, il proprio malumore per lo smantellamento della squadra. Tuttavia tra i tifosi sembrava continuare a regnare un clima di sconforto e di scarsa fiducia, con la maggior parte dei commenti improntati al pessimismo. La stessa aria tirava nelle piazze virtuali, tra l’altro chiamate in causa esplicitamente da Valentina Maio e dal fratello Guglielmo, che ha detto chiaramente come di frasi e considerazioni che vanno oltre la semplice critica si occuperanno d’ora in poi gli avvocati. Le dichiarazioni dei Maio non hanno dato l’impressione di aver rasserenato la piazza come in altre occasioni, come ad esempio quando ci sono stati incontri con la dirigenza o qualcuno della società è intervenuto sui mezzi di informazione. Dopo che bene o male tutti hanno avuto modo di riascoltare via internet la conferenza stampa integrale, il tono delle critiche si è mantenuto grossomodo sullo stesso livello, anche se forse con toni più contenuti. Reazioni a caldo e commenti virtuali a parte, resta ora da vedere quale sarà l’impatto con la piazza reale. Prima che scenda nuovamente in campo la Virtus devono passare altri otto giorni: il 16 gennaio al Biondi arriva la Pro Vercelli, e c’è da giurarci che quelli a venire saranno altri otto giorni di polemiche, voci di mercato e partenze. Uno degli argomenti più gettonati nel dopo conferenza di ieri erano eventuali manifestazioni di protesta nei confronti della società allo stadio: tra le iniziative possibili c’è chi ha proposto di abbandonare le gradinate del Biondi dopo l’ingresso delle squadre in campo.

Andrea Rapino

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