Rabottini positivo all’Epo, addio Mondiali

13 Settembre 2014

In mattinata la convocazione in Nazionale, nel pomeriggio la notizia dei risultati di un controllo fuori competizione

PESCARA. Un altro colpo alla credibilità del ciclismo, in particolare quello abruzzese. Matteo Rabottini è stato trovato positivo all'Epo in un test fuori competizione del 7 agosto scorso. Il 27enne pescarese, figlio d'arte, fa parte della squadra professionistica toscana della Neri Sottoli Yello Flou di Luca Scinto, lo stesso gruppo colpito pesantemente lo scorso anno dalle positività di Di Luca e Santambrogio. Rabottini proprio ieri mattina era stato incluso dal c.t. Cassani tra i 16 azzurrabili per Ponferrada, in Spagna, ed è stato, poi, immediatamente escluso dalla lista. «Ho scelto Rabottini perché volevo inserire nella lista uno della Neri Sottoli per il movimento italiano», ha detto il c.t. Davide Cassani. «Scinto mi aveva assicurato che stava bene, che andava forte. Sono stato un grosso stupido io, Scinto mi ha fregato. Però con me ha chiuso, non mi fiderò mai più». Rabottini ieri mattina era stato inserito nella lista dei 16 azzurrabili per il Mondiale, una lista che poi sarebbe stata scremata fino a formare la squadra con nove titolari e due riserve. E il pescarese aveva delle chance da giocarsi per restare in squadra. Ma la gioia è durata il giro di qualche ora. Nel pomeriggio, infatti, è arrivato il colpo di scena. Un comunicato dell'ufficio stampa della federazione ha aperto gli occhi al mondo della due ruote: «A seguito della comunicazione dell'Uci pervenuta oggi via email alle 17,18 della sospensione cautelare nei confronti dell'atleta Matteo Rabottini comunichiamo che lo stesso è da ritenersi immediatamente fuori dalla squadra Nazionale».

Ovviamente, tutti con le bocche cucite: dal diretto interessato fino alla Neri Sottoli Yello Flou, passando per il ds Luca Scinto, attaccato a muso duro dal ct Cassani. Probabilmente, saranno chieste le contro-analisi. E, quindi, bisognerà aspettare prima di avere un quadro più chiaro. E definitivo. Rabottini, inevitabilmente, è a rischio deferimento e, di conseguenza, squalifica. E comunque questa vicenda rappresenta un colpo durissimo per il pescarese che si era messo in evidenza nel giro d’Italia del 2012 quando aveva vinto una tappa del Giro d’Italia.

In questa stagione, pur non avendo raccolto risultati particolarmente brillanti si era comunque distinto per il buon stato di forma. Da qui la chiamata di Cassani. La positività di Rabottini evoca l’accostamento con Danilo Di Luca, il killer di Spoltore radiato dal mondo dello sport per doping. I due sono amici e in passato hanno corso insieme, ma chi li conosce bene sostiene che frequentano ambienti diversi. E comunque c’è ancora chi, prima di sbottonarsi, spera ci sia un errore e vuole attendere le contro-analisi.

Matteo Rabottini è figlio di Luciano, 56 anni, ex professionista. In carriera ha vinto anche una Tirreno-Adriatico nel 1986.

@roccocoletti1

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