Rainaldi: «Gli aquilani imparino a fare squadra»

L’imprenditore: «La vicenda è lo specchio di una città dilaniata». Donatelli è per l’azionariato popolare
L'AQUILA. Difficile trovare uno sponsor. Difficile intercettare un imprenditore che decida di investire. L’Aquila calcio resta orfana di sponsorizzazioni e investimenti. Il presidente dell’Ance Adolfo Cicchetti solo ieri aveva invitato l’intera classe dirigente e le altre categorie produttive a farsi avanti e dare una mano. «Non esistono solo i costruttori», aveva detto. Ma trovare adesioni non è semplice. Servono soldi e buona volontà.
FARE SQUADRA. «Pensare che qualcuno venga da fuori a sovvenzionare le realtà sportive aquilane non è la scelta giusta. È evidente che chi investe, non essendo aquilano, pensa di avere un proprio ritorno», afferma Ezio Rainaldi, imprenditore, delegato di Confindustria alla ricostruzione e presidente del circolo tennis dell’Aquila. «Non bisogna pensare a chi deve fare qualcosa o giudicare il contributo degli altri: gli aquilani dovrebbero imparare a fare squadra e a volersi un po’ più bene, superando gli steccati. Quanto accaduto con L’Aquila calcio è lo specchio di una città dilaniata: una divisione che si riflette in ogni settore della vita sociale».
POCHI SOLDI. Rainaldi auspica una cabina di regia che metta insieme le forze produttive della città e avvii un percorso di valorizzazione delle società sportive e degli enti culturali. «Con l’impegno nel settore del tennis penso di aver fatto la mia parte per questa città», dice Rainaldi. «Nei settori sportivi, come nella cultura, sono sempre i singoli imprenditori a investire. All’Aquila, forse, in molti hanno pensato di fare altro, ma è pur vero che se le imprese vengono spremute in tanto altro e tartassate, i soldi a disposizione sono pochi».
AZIONARIATO POPOLARE. Roberto Donatelli, presidente Confcommercio della provincia dell’Aquila suggerisce «un azionariato popolare. Credo sia l’unica strada», afferma. «Per il commercio è un momento particolare; certo anche commercianti e gestori di strutture ricettive potrebbero intervenire e dare un contributo alla rinascita della compagine sociale. Penso a imprenditori di spessore, come avviene in altre città dove si investe nello sport. La strada più semplice», suggerisce Donatelli, «resta l’azionariato popolare, purché guidato dall’amministrazione comunale».
SOSTEGNO ALLE ASSOCIAZIONI. Anche alle banche è stato chiesto un contributo. «Le squadre di calcio sono solitamente sostenute da imprenditori», afferma Marco Fanfani, presidente della Fondazione Carispaq. «Sono rari i casi in cui intervengono direttamente le banche. Uno riguarda la Cariparma per il rugby. Le fondazioni possono intervenire solo nei livelli dilettantistici sportivi. Da tre anni noi sosteniamo i Campionati universitari sportivi (Cus) e altre piccole associazioni, ma parliamo di realtà dilettantistiche. Una squadra di calcio è, a tutti gli effetti, una società e come tale va sostenuta e alimentata da imprenditori». Fanfani cita altre realtà imprenditoriali che operano in città. «L’Alenia, le aziende farmaceutiche, Conad, Coop, Carrefour hanno preso molto dall’Aquila, in particolare nel settore del commercio, e potrebbero restituire qualcosa sovvenzionando e sponsorizzando le realtà sportive, calcio, rugby o altro». (m.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

