Rajola: orgoglioso dell’Amatori

5 Febbraio 2019

Dopo due ko di fila il coach guarda alla sfida di Porto Sant’Elpidio

PESCARA. Buona partita ma impresa mancata quella giocata dall’Amatori nell’anticipo di sabato contro il San Severo, e persa 71-75. Alla fine, per coach Salvemini, ex di turno insieme all’ala Di Donato, diciottesimo successo consecutivo e conferma dell’imbattibilità, mentre ai pescaresi resta una parziale soddisfazione per la prestazione, mista al rammarico per un possibile successo solo sfiorato. Ha pesato l’inattesa assenza di Potì, inutilizzato in panchina, per acciacchi alla schiena. E così mentre Leonzio si è confermato il più prolifico talento del gruppo (in 38 minuti ha segnato 32 punti, con un 3 su 4 da tre, oltre a 9 rimbalzi), la squadra ha girato con il dovuto impegno e cuore, ma non è bastato.
Una sconfitta interna, di misura, che fa seguito a quella con il Teate e che ha portato, in classifica, ad un riallineamento nelle posizioni più prossime alla lepre San Severo. La situazione di classifica lascia intatta la percezione sul futuro, da qui fino ai play off, passando per le finali di Coppa Italia dei primi di marzo. Nonostante la sconfitta, coach Rajola si ritiene soddisfatto per lo stato generale della squadra, anche in ottica futura. «Sono orgoglioso dei miei ragazzi, che con la giusta voglia e cattiveria, pur commettendo errori e senza Potì, hanno saputo tenere testa alla indiscussa capolista». Una sconfitta che rinforza, per il tecnico, le convinzioni sulle potenzialità della squadra. «Non la considero una sconfitta», prosegue il tecnico, «ma un punto di partenza per le ultime 10 gare di campionato; quando giochiamo così possiamo giocarcela alla pari con tutti». Ovviamente soddisfatto anche coach Salvemini per la prova dei suoi. «E’ stata una partita bella e solida tra due prime forze del girone. Faccio i complimenti a Pescara per la gara giocata». All’orizzonte la trasferta di Porto Sant’Elpidio, in programma domenica con inizio alle ore 18, un’occasione da non fallire per tornare a muovere la graduatoria.
Paolo Toro
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