Rajola torna a Chieti da ex: «Ricordi indelebili»

29 Novembre 2019

Il tecnico domenica sfiderà i teatini con Ancona: affronteremo una squadra forte e servirà un gara super

PESCARA. Deve rilanciare in fretta le sorti della Mosconi Ancona, preso in corsa dopo qualche mese di inattività e dopo un’estate vissuta tra il successo della promozione in A2 con l’Amatori Pescara, e la successiva doccia fredda del crollo di un sogno. L’allenatore pescarese Stefano Rajola, 47 anni, ha lasciato alle proprie spalle il rammarico e gli ultimi eventi professionali, per tuffarsi di nuovo nel campionato di B alla guida di una squadra che nella prima parte del torneo ha raccolto molto poco contrariamente alle attese e domenica torna da ex al PalaTricalle di Chieti per sfidare l’Esa Teate.
Rajola, che ambiente e che squadra ha trovato ad Ancona?
«Una squadra competitiva ed una società con una gran voglia di fare bene. Gli obiettivi iniziali (i play off, ndr) si sono per ora ridimensionati, ma i margini per recuperare ci sono tutti, a patto che si cominci subito a fare bene».
Domenica torna a Chieti, dove è stato protagonista tra il 2009 ed il 2013. Sarà una gara particolare per lei?
«Certo non sarà un appuntamento come gli altri; a Chieti sono stato benissimo, ho ottimi ricordi anche per i buoni risultati conseguiti. Buoni rapporti con città e tifosi, e l’addio lasciando la squadra in A2».
L’Esa Teate è una squadra solida ma finora incostante; come giudica il campionato finora giocato dai teatini?
«Certo non sta facendo quello per cui è stata costruita, con giocatori esperti e vincenti e buoni under. Forse non è semplice mettere a punto una squadra con tanti nuovi e validi giocatori, ma la solidità non si discute. Ci sono pressioni esterne, anche per gli obiettivi dichiarati dalla società, adesso che i risultati non si allineano con le aspettative, in un campionato che si sta dimostrando pieno di insidie su ogni campo».
La Sua Mosconi Ancona come può cercare di fermare gli avversari di domenica?
«Dovremo giocare una partita di altissimo livello. Se Chieti gioca come deve giocare, penso che per chiunque ci siano poche possibilità, vista la completezza e la fisicità del roster. Sarà una partita per noi complicata che dovremo tra l’altro affrontare con la dovuta aggressività».
È d’accordo sul fatto che il girone C nel quale siete inseriti sia il più difficile di tutta la B?
«Sicuramente, è un girone molto competitivo; ritengo ci siano 12 o 13 squadre di altissimo livello per cui basta giocare un po’ al di sotto del proprio rendimento per poter perdere ovunque. Noi dovremo dare continuità alla vittoria di domenica scorsa a Jesi, elevando il livello del gioco di squadra».
L’inserimento (dalla quinta giornata) dell’ex teatino Gueye a che punto è?
«A Jesi ha disputato un’ottima partita, e sono soddisfatto del comparto degli esterni. Sarà di grande utilità per contribuire ad invertire la rotta della squadra».
Cosa le hanno lasciato gli eventi della scorsa estate, dalla promozione in A2 conquistata con l’Amatori a Montecatini al successivo azzeramento del traguardo raggiunto a causa della non ammissione al campionato?
«Premetto, adesso, di guardare solo avanti. Da pescarese prima che da tecnico, dico che è’ stata una ferita che non si potrà mai rimarginare. Un esito inaspettato e carico di tanti rammarichi. Dal punto di vista professionale ha condizionato anche qualche opportunità importante per la mia carriera, per non aver avuto, per mancanza di chiarezza, la percezione della reale situazione. È stato un danno per tutto lo sport di Pescara».
Paolo Toro
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