Ranieri: se la Roma chiama non puoi dire di no

9 Marzo 2019

Il tecnico debutterà lunedì con una formazione rimaneggiata. Via anche Monchi, il ds è Massara

ROMA. Ancora in panchina, di nuovo a Trigoria. Claudio Ranieri e la Roma hanno deciso di fare il bis dopo i 18 mesi tra il 2009 e il 2011 in cui sfiorarono lo scudetto. Al momento con un contratto fino al 30 giugno, poi si vedrà. «Sono felice di essere tornato a casa», le parole del 67enne tecnico di San Saba. «Quando la Roma ti chiama è impossibile dirle di no». Anche se mancano appena dodici giornate al termine del campionato, e la casa continua a perder pezzi (dopo gli addii di Di Francesco e Monchi, allontanati il medico sociale Del Vescovo e il capo dei fisioterapisti Stefanini) dando l'impressione di poter venire giù da un momento all'altro. Ranieri, fresco di esonero dal Fulham, lo sa bene. La situazione è critica, dopo il colpo rimediato in Champions League col Porto la squadra rischia di finire al tappeto. Toccherà a lui evitare il ko tecnico, che poi equivarrebbe al mancato accesso all'Europa che conta, traguardi indicato senza girarci troppo intorno da James Pallotta. «L’obiettivo», ha dichiarato il presidente. «è finire più in alto possibile in classifica e ottenere la qualificazione in Champions League». Ranieri, atterrato a Ciampino in mattinata con un volo da Londra, si è prima recato a casa e poi ha sostenuto le visite di idoneità sportiva. La firma sul contratto è arrivata a Trigoria dove il tecnico ha pranzato assieme alla dirigenza (Baldissoni, Fienga, Totti e il nuovo ds Massara, ex attaccante del Pescara, che prende il posto di Monchi). «Claudio non è solo un tifoso della Roma, ma è uno degli allenatori più esperti nel mondo del calcio», le parole di Totti. «Ora abbiamo bisogno di mani esperte, in grado di guidarci tra le prime quattro per rigiocare la Champions League nella prossima stagione. Ci mancano dodici partite in campionato e dobbiamo vincerne il più possibile». Nel pomeriggio Ranieri ha diretto il primo allenamento in vista dell'impegno di lunedì sera all'Olimpico con l'Empoli. Fare la formazione non sarà semplice a causa delle numerose defezioni: Fazio, Kolarov e Dzeko sono squalificati, Pastore e Under ancora non sono al meglio, mentre Manolas, De Rossi e Pellegrini saranno indisponibili fino a dopo la sosta di campionato. Il greco e il capitano hanno accusato una lesione al soleo del polpaccio destro, mentre il centrocampista deve fare i conti con una lesione al bicipite femorale destro.
Tutti con Eusebio. Il saluto di giovedì tra Eusebio Di Francesco e i giocatori e i dipendenti della Roma è stato commovente. Abbracci e lacrime per il tecnico, comunque apprezzato dalla piazza. Al di là dei risultati, il tecnico di San Giovanni Teatino ha lasciato molto sul piano umano nell’ambiente giallorosso. Sui social in tanti lo hanno ringraziato. Anche in Abruzzo dove Di Francesco è una sorta di icona. Un po’ tutti sono scesi in sua difesa, contestando l’esonero e addossando le responsabilità dei risultati deludenti alle scelte della società. L’ex Rudi Garcia ora alla guida del Marsiglia: «Vergognoso mandare via Di Francesco. A Roma memoria corta e poca pazienza». Anche il sindaco di San Giovanni Teatino Luciano Marinucci ha espresso solidarietà: «Tutto il paese è con te, Eusebio».
Il ruolo di Massara. Frederic, per tutti Ricky, Massara, 50 anni, è stato due volte calciatore del Pescara: prima dal 1991 al 1994 e poi nella stagione 1999-2000. In biancazzurro è stato anche collaboratore tecnico nel 2007. Per i tifosi un idolo, l’ala guizzante di Galeone che ha fatto innamorare Pescara. A Roma è stato braccio destro del ds Walter Sabatini; nell’ultimo anno ha lavorato con Monchi e ora ne raccoglie l’eredità. La sensazione è che non sarà un ds di transizione, ma avrà pieni poteri spalleggiato da Totti.