Rauti non si accontenta: sprecate troppe occasioni

13 Dicembre 2021

La punta al secondo gol stagione fa autocritica: «Dobbiamo dare di più». Illanes: «Non fermiamoci»

PESCARA . «Non conosco il mio futuro, so solo che fino a quando vestirò questa maglia darò tutto per il Pescara». Nicola Rauti si gode il secondo gol stagionale, ma fa autocritica sul recente passato. Finora quattro partite da titolare senza mai restare in campo per tutti i novanta minuti, altre sei volte è entrato dalla panchina. «Non ho sfruttato le chance che mi ha dato l'allenatore e per me è stato frustrante», le parole del 21enne attaccante. «Ho avuto qualche occasione e non sono stato all'altezza delle mie capacità». Due successi consecutivi hanno rilanciato il Pescara, anche se la promozione diretta è ormai sfumata. «Ripeto, tutti dobbiamo rimetterci in discussione, io per primo. Finora abbiamo deluso le aspettative, però non molliamo. A livello personale spero di ritagliarmi più spazio e continuare a segnare per aiutare la squadra».
Il gol alla Pistoiese nasce da un bel suggerimento di Marco Pompetti. «È un fenomeno, ci conosciamo dai tempi delle Nazionali giovanili e conosco le sue immense qualità. Non sono affatto sorpreso da quell'assist e gran parte del merito è suo». Rauti si augura di avere altre opportunità per dimostrare il suo valore. Ci sono altre due gare contro Imolese e Ancona Matelica prima di tirare le somme insieme ai dirigenti del Torino, club proprietario del cartellino, in vista del mercato di gennaio. «Non so quale sarà il mio futuro, non ho parlato con il Torino, più avanti faremo le dovute valutazioni. Ora sono concentrato solo sul Pescara».
Nel post partita esulta anche Julian Illanes che, dopo un periodo negativo e cinque panchine consecutive, ha giocato titolare per la seconda volta consecutiva. «Siamo felici, dovevamo dare continuità al successo di Grosseto e ci siamo riusciti», dice il 24enne difensore argentino. «Abbiamo disputato un ottima gara, siamo stati compatti e determinati, alla fine i tre punti sono meritati. Siamo molto uniti, chi gioca meno si impegna al pari dei titolari ed è un aspetto fondamentale. Ora, però, non dobbiamo fermarci». (g.t.)
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