Repetto: questo Pescara ha il futuro assicurato

«Siamo in corsa per la serie A e c’è un parco giocatori di assoluto prestigio»
PESCARA. Un anno da incorniciare per i colori biancazzurri. Tra le squadre di B il Pescara è quella che ha fatto più punti (70) e realizzato il numero maggiore di reti (63) – come il Brescia – nel 2015. Un cammino che rende orgoglioso uno degli artefici della splendida annata biancazzurra: il direttore generale Giorgio Repetto.
Repetto, inizia il 2016 con il Pescara di nuovo protagonista. È soddisfatto?
«Certamente. I 37 punti che abbiamo messo in cascina sono tanti, dal momento che abbiamo ricostruito l’organico dopo le numerose partenze. Gran parte del merito va attribuito a Massimo Oddo che sin dall’inizio è riuscito a trasmettere la propria mentalità. Un plauso va anche ai suoi collaboratori e allo staff sanitario. I risultati si ottengono se tutte le componenti lavorano bene. Sarebbe potuto diventare un anno indimenticabile, ma la sfortuna ci ha impedito di ottenere la promozione a Bologna. L’avremmo meritata per quello che abbiamo fatto nei play off».
Dove potrà arrivare il Pescara?
«Speriamo di lottare per il salto di categoria. Sarà dura perché i primi due posti sembrano già assegnati. Cagliari e Crotone andranno in A, ma per il terzo ci siamo anche noi».
È più forte il Pescara attuale o quello dell’anno scorso?
«Due buone squadre, ma diverse. Nel 2014 la rosa era costruita per il 4-2-3-1 o 4-4-2, ora per il 4-3-1-2 o 4-3-2-1. È impossibile scegliere. Non si può chiedere ad un padre se vuole più bene ad un figlio rispetto ad un altro. Spero che i ragazzi ricalchino le orme di quelli che sono andati via. Politano e Brugman giocano in A, Bjarnason è un punto fermo del Basilea, Melchiorri e Salamon sono protagonisti a Cagliari».
Però sono stati rimpiazzati nel modo giusto.
«Siamo contenti, ma anche in questo caso è stato bravo l’allenatore che ha assemblato in poco tempo la rosa. Inoltre, Oddo ha valorizzato alcuni calciatori che finora hanno avuto un rendimento eccezionale».
A chi si riferisce?
«Prima di tutti Caprari. Le sue doti tecniche sono fuori discussione, il presidente Daniele Sebastiani è sempre stato “innamorato” di lui, ma con Oddo ha tirato fuori gli attributi. Un altro è Benali che era conosciuto come cursore, mentre oggi è in grado di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo».
A febbraio 2015 lei iniziò a trattare Lapadula. Si aspettava un simile exploit?
«Ero convintissimo delle sue qualità. Certo, 11 gol senza calciare i rigori sono tanti. Gianluca è andato oltre le più rosee previsioni, però non è una sorpresa».
È stato il suo colpo migliore?
«Non lo so, anche Melchiorri a parametro zero è stata una buona intuizione. Diciamo che negli ultimi anni abbiamo costruito un’ossatura importante con tanti calciatori di proprietà».
Passiamo alle note negative. Perché Cocco e Valoti hanno deluso?
«A Cocco manca il gol che rende sereno qualsiasi attaccante, ma le sue prestazioni sono state quasi sempre buone. Valoti ha perso vitalità dopo il guaio al tallone. In quei giorni gli hanno soffiato il posto, però finora non ha chiesto di andarsene».
In questo mese che cosa farete?
«Se restassimo così come siamo non sarebbe un problema. Alcuni andranno a giocare perché non hanno spazio. Valuteremo il futuro di Torreira e Mandragora, oltre a Memushaj che intorno al 15 maggio andrà in ritiro con l’Albania per prepararsi all’Europeo».
È fatta per H’Maidat del Brescia?
«Non ne so nulla. Ogni tanto non vengo messo al corrente su alcune trattative ed è una cosa un po’ strana. Può accadere, però a volte mi arrabbio perché sono un po’ permaloso. H’Maidat piace a Oddo, ma se dovessi fare un investimento preferirei acquistare un calciatore piuttosto che prenderlo in prestito».
In difesa arriverà l’esperto Maurizio Domizzi?
«L’Udinese potrebbe lasciarlo libero, ma dovremo verificare l’esborso economico. Potremmo rinforzare la difesa con un elemento esperto e uno giovane, magari riportando a Pescara uno tra Vitturini e Perrotta».
L’esterno offensivo sarà Piccolo?
«Il rapporto con il Lanciano è ottimo. Se lo vendesse saremmo in prima fila, però non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ad un’asta. L’importante è prendere giocatori a posto a livello caratteriale. Costruire squadre affidabili è difficile, mentre è facilissimo rovinarle. Al primo posto c’è integrità del gruppo».
Dopo il mercato dei calciatori inizierà quello dei direttori. Lei resterà a Pescara?
«Ho un contratto che scade nel giugno del 2017. Di certo non sono il tipo che chiama i presidenti per proporsi. La società mi ha dato la chance di lavorare per la squadra che amo, ma in futuro non so cosa accadrà».
Giovanni Tontodonati
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