Repetto rompe il silenzio «Ora non smantellate»

«La squadra è buona e mai come quest’anno ci sono grandi possibilità di salvarsi Sono fuori per divergenze calcistiche e gestionali. Su Sebastiani no comment»
PESCARA. Tocca a lui. E' rimasto in silenzio per oltre un mese e solo adesso ha deciso di parlare. Esonerato dal Pescara lo scorso 13 maggio, prima della sfida col Modena, ha rotto l'assordante silenzio 38 giorni dopo dal suo addio al Delfino. L'ex ds biancazzurro Giorgio Repetto ha raccontato al Centro il suo allontanamento, la promozione in A e tutti i retroscena della trionfante stagione.
Repetto, che campionato si aspetta dal Pescara in A?
«Mai come quest'anno ha la possibilità di rimanere in serie A. In rosa ci sono diversi giocatori di proprietà che possono rimanere e provare a lottare per la salvezza. L'ideale sarebbe mantenere tutti, compreso Lapadula, ma chiaramente, col mercato che ha, sarà quasi impossibile».
La società, però, ha le idee ben precise per il prossimo campionato.
«Oddo è stato molto chiaro: ha chiesto la conferma dei giocatori di proprietà come Zampano, Fornasier, Campagnaro, Memushaj e Caprari».
Lei chi prenderebbe come rinforzi?
«Non sono compiti miei, però credo che, se dovesse partire Lapadula, bisognerà prendere un paio d'attaccanti, 2-3 centrocampisti e due difensori».
Chi ha portato Lapadula in biancazzurro?
«Non voglio appendermi medaglie, ma, nonostante alcune cose che sento dire, io ho contattato il suo agente a febbraio dell'anno scorso e, come ho già detto anche altre volte, chiesi all'epoca l'appoggio dell'allora ds del Teramo, Marcello Di Giuseppe, che è anche un caro amico di Lapadula, per capire come si potesse prendere il bomber. Poi, successivamente, ho combinato l'incontro col Pescara. Il Teramo all'epoca dei fatti era a 5 punti dal primo posto, poi a fine campionato Lapadula si è liberato ed è arrivato a Pescara». Oltre a Lapagol anche Melchiorri è stata una sua intuizione.
«Sì, Melchiorri è arrivato a costo zero ed è stato rivenduto per circa 3 milioni. Lapadula è un giocatore che è costato circa 500mila euro. Lapadula ora vale 8-10 milioni. Tutto ciò è stato fatto senza problemi da parte mia e non voglio attribuirmi meriti particolari, perché ero un dipendente del Pescara e ho fatto solo il mio lavoro».
Quanto sente sua questa serie A?
«Sono felice per il risultato sportivo da ex calciatore del Pescara, da cittadino pescarese da più di 40 anni e da tifoso biancazzurro. Da tifoso mi sarebbe piaciuto festeggiare ufficialmente, ma non c'è stata la possibilità. Comunque ho festeggiato lo stesso, per conto mio. In tre anni, da quando sono entrato nel Pescara, abbiamo lavorato bene andando in A e centrando uno spareggio per la massima serie, l'anno scorso, col Bologna. Abbiamo fatto buone cose sia con Acri prima e, poi, con Pavone».
Perché si è interrotto il rapporto con il Pescara?
«Per delle divergenze calcistiche e gestionali. Nel passato, nel presente e nella programmazione futura».
I rapporti personali con il presidente Sebastiani?
«No comment».
Anche lei, però, qualche errore lo ha commesso, non crede?
«Ho un carattere difficile ed è vero. Sono un ombroso e spesso ingigantisco i problemi. A livello tecnico anch'io ho commesso degli errori, ma non da creare problemi alla società. Ho la coscienza in ordine e posso camminare a testa alta».
Il momento più bello e quello più brutto della stagione?
«In primis voglio sottolineare che è stato bellissimo lavorare con Oddo e il suo staff. E' stata una cosa divertente e stimolante. Detto questo, il più bello sicuramente la finale di Trapani, davanti alla tv. Quello più brutto dopo la sconfitta di Terni, perché eravamo reduci da nove partite senza vittorie e mi sono sentito coinvolto in quel momento negativo, mi sono sentito colpevole, e andai in conferenza stampa con Oddo per appoggiarlo».
Quale giocatore sente più suo?
«Memushaj. Ho fatto di tutto per prenderlo e la società è stata brava ad ingaggiarlo. I dirigenti del Pescara hanno sempre ascoltato i pareri tecnici, questo va riconosciuto. Come è stato abile Peppino Pavone a prendere i vari Fiorillo, Salamon, Zampano e Fornasier. La società è sempre stata brava a mettere sotto contratto i giocatori che noi segnalavamo».
Di Massimo Oddo che pensa?
«Grande allenatore e persona eccezionale. Ragazzo splendido, solare e leale».
Le è dispiaciuto che nella festa in piazza non è stato fatto il suo nome durante i ringraziamenti?
«Mi hanno raccontato questa cosa, ma non è un problema. Le mie soddisfazioni sono altre. Sono felicissimo per la serie A. Io con il Pescara, da calciatore e dirigente, ho partecipato a sei campionati di serie B e ne ho vinti 3».
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