Ricostruite le mosse dei giovani piromani

11 Febbraio 2017

La polizia ha individuato gli spostamenti dei presunti tifosi che hanno bruciato 2 auto Proseguono gli accertamenti ma i responsabili dell’assalto hanno le ore contate

PESCARA. Si fa via via più nitida l’azione messa in atto nella notte tra lunedì e martedì da un gruppo di giovani presunti tifosi che, in aperta contestazione con l’andamento del campionato per la squadra biancazzurra, hanno incendiato due auto del presidente del Pescara calcio, Daniele Sebastiani, parcheggiate sotto l’abitazione di viale Riviera, all’angolo con via Toti.

Gli attentatori, che non hanno avuto difficoltà ad entrare nel cortile per mettere in atto il loro piano, sono passati sotto una serie di telecamere, tra quelle sistemate nella proprietà di Sebastiani e quelle piazzate nell’area circostante, sul mare e nella zona interna, di proprietà di locali, privati e anche del Comune. Attraverso le immagini riprese quella notte, prima e dopo l’attentato, avvenuto attorno alle 3.30, è stato possibile ricostruire il percorso, o una parte del percorso, seguito dal gruppetto per raggiungere l’obiettivo ed entrare in azione.

Si tratta di quattro o cinque giovani, se non di più, in abbigliamento sportivo, con jeans, giubbini e felpe con il cappuccio, che gli investigatori non hanno faticato più di tanto a individuare, anche se per arrivare alla svolta delle indagini è necessario attendere l’esito di una serie di accertamenti tuttora in corso.

Volevano lanciare un segnale forte e ci sono riusciti: la Jeep Suv di Sebastiani è stata divorata dalle fiamme mentre la Smart parcheggiata davanti è stata danneggiata e solo l’intervento dei vigili del fuoco, allertati da un netturbino della Attiva, ha evitato che andasse in fumo anche una Fiat 500 parcheggiata nello stesso cortile.

L’attenzione degli investigatori della Digos, coordinati da Leila Di Giulio, si è concentrata sul mondo della tifoseria, considerato che nell’ultimo periodo la polemica è stata molto accesa nei confronti di Sebastiani, ma anche del tecnico Massimo Oddo, e la contestazione è esplosa domenica scorsa in occasione dell’incontro con la Lazio, che si è concluso con l’ennesima sconfitta, anche cocente. I tifosi hanno gridato a gran voce il proprio malcontento durante il match e in segno di rottura totale hanno abbandonato una parte della curva nord. Una bocciatura senza possibilità di appello, per chi crede nei colori biancazzurri, e lo dimostrano le scritte offensive che sono state composte fino a lunedì sera, cioè prima dell’attentato, nella zona dello stadio, in via Pepe.

L’assalto a casa Sebastiani sarebbe maturato in questo clima di forte opposizione al presidente che proprio nei giorni in cui è scoppiato l’attrito ha annunciato di essere disposto a vendere. È nell’ambiente della tifoseria, quindi, che gli investigatori hanno cercato i piromani responsabili dell’assalto, consentendo un po’ per volta di chiudere il cerchio di questo caso. L’attività prosegue, essendoci delle attività ancora in corso, ma i responsabili hanno le ore contate.

E, mentre procede il lavoro della Digos (coordinata da Leila Di Giulio), si è provveduto a incrementare la sorveglianza sugli ambienti della Pescara calcio, anche in vista della partita di domani. E l’attenzione è massima, sulla tifoseria, proprio per l’incontro a Torino.

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