Rigori fatali, Pescara bello a metà

8 Aprile 2019

Avanti con Mancuso dal dischetto, poi nella ripresa il Delfino si spegne e deve arrendersi

INVIATO AD ASCOLI. Il Picchio martella il Delfino. Il Pescara va avanti, si fa acciuffare e poi alza di nuovo bandiera bianca lontano dall’Adriatico. Dopo Benevento, Cittadella e Lecce, la corsa dei biancazzurri verso i play off conosce un altro stop. Il ko del Del Duca è meritatissimo per la banda di Pillon, che fa salire a quattro i ko di fila lontano dall’Abruzzo. Al netto delle assenze di Brugman, in primis, e poi quella di Campagnaro, il Pescara dura solo un tempo, il primo, per poi attuare una politica conservativa nella ripresa, ma senza fare i calcoli con la benzina che via via stava lasciando all’asciutto il serbatoio. Così l’Ascoli, nella ripresa, legittima il successo, dopo aver chiuso la prima parte di gara sull’1-1. Il derby dell’Adriatico si è deciso dagli undici metri. Prima a segno Mancuso, poi la risposta di Ninkovic, prima del rigore-vittoria trasformato da Ciciretti a sei minuti dal 90°. Per il Pescara è una sconfitta che brucia parecchio, visto che gli costa anche una posizione in classifica (dal quarto al quinto posto), in attesa del posticipo di stasera tra Palermo e Verona. Il Pescara visto all’opera ieri ha mostrato due volti. Convinto, pimpante e attento nel primo tempo, mentre nella ripresa si è spento con il passare dei minuti. Un tiro velenoso di Mancuso (27’) e una palo di Memushaj (31’) provano ad impensierire Lanni, ma il più propositivo è Sottil, che punta Cavion, si fa atterrare in area e si guadagna un calcio di rigore trasformato da Mancuso, al 36’. Il Pescara dà la sensazione di potercela fare a controllare il vantaggio, ma sette minuti più tardi arriva il pareggio, sempre dagli undici metri. L’arbitro Di Paolo di Avezzano non ravvisa un fallo ai danni di Sottil a metà campo, lascia proseguire l’azione e il suggerimento di Ciciretti per Ardemagni viene anticipato da Gravillon in area. L’attaccante ascolano cade a terra e per il fischietto marsicano c’è il fallo (inesistente) del difensore: dal dischetto Ninkovic fredda Fiorillo. Nel secondo tempo il Pescara cambia volto e preferisce difendere il pareggio.
Ninkovic, dopo quattro giri di lancette, fa tremare la traversa della porta difesa da Fiorillo con un siluro da quasi venti metri. Al quarto d’ora Ardemagni sfiora il gol, evitato da un prodigio di Fiorillo e, tre minuti più tardi, dopo un pallone perso da Gravillon, Ciciretti mette di nuovo i brividi a Fiorillo. Ninkovic ancora fa scattare l’allarme (26’) e il Pescara si rintana sempre più. C’è il solo Sottil a creare qualcosa sulla fascia e Scognamiglio ad evitare il peggio nelle retrovie. Il Delfino fisicamente è in affanno e il Picchio pesca il jolly della vittoria, quando Ciciretti (39’) controlla in area, ma Memushaj intercetta la sfera con un tocco di mano: l'arbitro indica il dischetto.
Lo stesso attaccante bianconero gonfia la rete, mandando in visibilio i 6.200 tifosi ascolani e ammutolendo la rumorosa curva degli 800 pescaresi. Pillon, tardivamente, butta nella mischia Bellini e Monachello, provando l’assalto finale. Capone ci prova di testa al 47’, ma non basta. Il Pescara cade di nuovo in trasferta e il tabù Del Duca continua (30 anni fa l’ultima vittoria). Ora la sfida con il Perugia, venerdì sera, diventa fondamentale per non compromettere la griglia play off.
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