Rimonta della Roma, ma non basta: la finale è della Lazio

5 Aprile 2017

Il tecnico Inzaghi è il vero vincitore della doppia sfida: sia all’andata che al ritorno ha imbrigliato i giallorossi

ROMA. L’Aquila biancoceleste vola alta nel cielo di Roma. In un Olimpico finalmente con una coreografia degna del derby dopo la rimozione delle barriere ed oltre 43mila persone sugli spalti la Lazio si qualifica con merito all’atto finale della coppa Italia. Una squadra matura che sa soffire e colpire. Scendere in picchiata e catturare la preda, proprio come il rapace che la contraddistingue. È anche la vittoria tattica di Simone Inzaghi su Luciano Spalletti e la sua Roma manovriera ma anche incapace di fare male all’avversaria quando conta e tanto, troppo, sbadata in difesa. Il tardivo forcing serve ai giallorossi solo per la più classica delle vittore di Pirro. Napoli e Juventus sono avvertite. Chiunque dovrà vedersela con Biglia e compagni in finale avrà un esame tutt’altro che semplice da superare. La Roma parte con il gas aperto e ha subito un’occasione per indirizzare la sfida. Palla di Emerson per Dzeko con il bosniaco che da pochi passi non trova la porta. La Lazio risponde con Immobile ma anche il centravanti biancoceleste non riesce ad indirizzare la sfefa verso i pali di Alisson. Il tema tattico della gara è subito chiaro. La Roma fa possesso palla, mentre la Lazio controlla e riparte in contropiede con le sue frecce. I giallorossi, pur macinando gioco, fanno comunque fatica a creare pericoli. L’atmosfera in campo è elettrica ed un scontro di gioco alla mezzora fra Dzeko e Bastos scalda ulteriormente gli animi. Rizzoli deve fare ricorso a tutta la sua esperienza per riportare la calma. Uno dei più nervosi è Nainggolan. Alla frenesia della Roma la Lazio risponde con compattezza e cinismo trovando il bersaglio grosso alla prima vera grande occasione da gol al 37esimo. Immobile vince un contrasto in area con Manolas e spara verso Alisson, il portiere brasiliano è pronto nell’intervento ma la sfera finisce sui piedi di Milinkovic Savic che appoggia a porta vuota per il delirio del popolo laziale. La squadra di Spalletti traballa e sembra pronta a capitolare da un momento all’altro. A rimetterla in gioco prima dell’intervallo uno svarione del fino a quel momento perfetto De Vrij. Il centrale olandese buca l’intervento su un cross di Rudiger consentendo ad El Shaarway di battere Strakosha con un preciso tocco di piatto. Le squadre rientrano dall’intervallo con un doppio cambio. Nella Lazio esce De Vrij ed entra Hoedt, mentre Spalletti lascia negli spogliatoi Juan Jesus per il più offensivo Bruno Peres con Rudiger che torna nel ruolo di centrale. La Roma attacca a testa bassa, ma la Lazio va in rete all’11’ con Immobile. Qualificazione chiusa, ma la Roma non ci sta e rimonta e vince grazie alla doppietta di Salah, due gol in mezzo a diverse occasioni fallite dai giallorossi con i biancocelesti piuttosto rilassati e comunque con la testa già in finale. Finisce 3-2 per la Roma, non basta il 2-0 dell’andata manda la Lazio in finale. E sotto la curva è festa grande.