Rivera avverte: stiamo attenti alla fisicità dei tedeschi

ROMA. «Con la Spagna tutta la squadra ha giocato bene, ognuno ha dato il suo contributo. Tutta l’Italia si è mossa in sintonia. Conte? Tiene unita la squadra, si mette in gioco in prima persona, dà...
ROMA. «Con la Spagna tutta la squadra ha giocato bene, ognuno ha dato il suo contributo. Tutta l’Italia si è mossa in sintonia. Conte? Tiene unita la squadra, si mette in gioco in prima persona, dà un grande contributo dimostrando di essere un grande allenatore». Così Gianni Rivera, ex fuoriclasse di Milan e Nazionale, l’uomo che decise la mitica Italia-Germania dell’Atzeca nel 1970. Secondo il Golden Boy la partita di sabato contro i tedeschi «sarà sicuramente più difficile» perché la Germania «è una squadra molto più giovane e anche fisicamente più forte e può contare su dei giocatori con una buona tecnica. Però se l’Italia gioca come ha giocato contro la Spagna e il Belgio può fare una bella figura anche contro i tedeschi e giocarsi la partita».
«Con la Germania le partite sono sempre difficili perché sono una delle squadre da sempre ai massimi livelli – aggiunge Rivera –. È sempre stata una squadra di grandi qualità e capacità poi è chiaro che qualche volta può trovare delle squadre più forti. E ultimamente l’Italia lo è stata. Speriamo che si continui così anche domani». Sulla rivalità tra lui e Sandro Mazzola rivela: «C’era, lui era il capitano dell’Inter, io del Milan, non potevamo andare d’accordo. Ognuno di noi cercava di far vincere la propria squadra e poi in nazionale, avendo caratteristiche diversissime tra di noi, abbiamo sempre giocato insieme. A parte l’invenzione del Messico della staffetta che non aveva senso e che però andava bene. Peccato che poi non l’abbiano fatta in finale».

