Ronci: Di Paolo il vero colpo Spoltore ha gli under più forti

19 Settembre 2020

PESCARA. Per la seconda volta in 19 anni di carriera, Donato Ronci domani non sarà in panchina alla prima giornata di campionato. Dopo il divorzio con lo Spoltore, il 47enne tecnico poteva finire al...

PESCARA. Per la seconda volta in 19 anni di carriera, Donato Ronci domani non sarà in panchina alla prima giornata di campionato. Dopo il divorzio con lo Spoltore, il 47enne tecnico poteva finire al Lanciano, ma non «c’erano le condizioni per accettare» e così è rimasto senza squadra. «Non mi capitava da tanti anni di andare al mare fino a settembre e di stare il sabato e la domenica con la famiglia», sorride Ronci, «ma voglio tornare subito in campo». In attesa di una chiamata, l’ex Spoltore fa le carte al campionato.
Ronci, chi è la favorita per la vittoria finale?
«Metto L’Aquila, Chieti e Avezzano sullo stesso piano. L’Aquila ha un attacco stratosferico con Micciché, Di Paolo e Maisto; il Chieti ha il centrocampo più forte del girone con Croce, Mariani, Farindolini e Diop; l’Avezzano è la squadra che conosco meno, ma ha grosse individualità e un ottimo allenatore».
Quali potrebbero essere le outsider?
«Subito dopo L’Aquila, Chieti e Avezzano, metto la Torrese. Il Sambuceto può essere la mina vagante. Occhio anche al Nereto, una squadra di categoria che potrebbe insidiare le prime della classe».
Si giocherà, almeno fino ad ottobre, a porte chiuse. Chi ci perderà di più?
«Sicuramente le squadre più blasonate che hanno un grosso seguito di tifosi. Ed è un peccato iniziare un campionato del genere, il più bello di sempre, senza tifosi».
Sarà un campionato lunghissimo con 38 partite e 9 turni infrasettimanali. Come si gestiscono le forze?
«Con una rosa lunga e di qualità, con le coppie per ogni ruolo. Servono due squadre per affrontare impegni così ravvicinati. Avranno problemi le formazioni che hanno ragazzi che lavorano».
Come si vince il campionato di Eccellenza?
«Società, squadra e allenatore incidono nella stessa misura. Ma se alla base non hai una società seria e strutturata, è impossibile vincere».
Quali sono gli allenatori migliori della categoria?
«Lucarelli e Cappellacci, che hanno già vinto campionati, e Vagnoni che lo scorso anno ha fatto bene a Notaresco. Sono curioso di vedere all’opera Rullo e sono felice del rientro di Edmondo De Amicis, un amico e un tecnico preparato».
Qual è stato il miglior colpo di mercato?
«Di Paolo all’Aquila. Ma occhio anche a Manu Alcazar, il play spagnolo del Sambuceto».
Chi ha i fuoriquota più forti?
«D’Ignazio, Sichetti e Maggiore dello Spoltore sono al pari degli over. Anche il portiere Forti del Chieti è un buon prospetto».
Perché ha lasciato Spoltore?
«Dopo 4 anni, non avevo più stimoli. Lo Spoltore farà bene anche senza di me perché ha una società seria e un gruppo storico di giocatori al quale si sono aggiunti rinforzi importanti, come Said, Milizia, Pietrantonio, Antonacci e Spacca».
Perché ha rifiutato Lanciano?
«Ringrazio il ds Paciarella che mi voleva fortemente, ma non c’erano i presupposti per accettare. Mi auguro che il Lanciano faccia un campionato dignitoso. All’inizio, però, farà fatica perché non è facile assemblare una squadra nuova in pochi giorni».
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