Roseto basket, ecco Gramenzi: “Ripartiamo dai giovani”

Serie B nazionale. Presentato il tecnico della Liofilchem: «Con la società c’è unità d’intenti». Arriva anche Malual
ROSETO. Con Franco Gramenzi di nuovo al timone, la Liofilchem Roseto volta pagina e punta ad un futuro che guardi oltre il semplice risultato. La prima uscita pubblica del tecnico insieme al presidente del Consorzio Fabio Brocco e al club manager Antonello Ruggiero ha fatto emergere una linea chiara, fatta di meno rincorsa all’emergenza e più progettualità, identità e sostenibilità. Una visione che punta a riportare Roseto stabilmente al centro del basket, senza perdere di vista il valore del territorio. Gramenzi si è presentato con entusiasmo ma soprattutto con un messaggio preciso: costruire prima ancora che vincere. «Con la proprietà c’è unità d’intenti: in un contesto fatto di troppe società che investono molto e poi spariscono, noi vogliamo invece creare una struttura sostenibile». Il suo ritorno non rappresenta dunque solo un cambio in panchina, ma l'inizio di un nuovo ciclo, progetto che il tecnico sente profondamente suo: «Le responsabilità aumentano, ma preferisco averle sapendo cosa costruire: sviluppare giocatori, allenatori e valore per il club». Parole che confermano quanto il mercato sta già raccontando: di ieri l’arrivo di Sabino Malual, classe 2006 alto 201 centimetri, che agirà da ala piccola e grande, a riprova di come la nuova squadra porti la firma del tecnico, fatta di profili giovani, atletici, motivati, scelti per mentalità e disponibilità al lavoro più che per curriculum. Lo stesso allenatore ha spiegato quale dovrà essere l'anima della nuova Liofilchem: «Non è obbligatorio vincere per essere apprezzati, noi fummo applauditi dopo una finale persa in casa a gara 5. È il segnale che Roseto sa riconoscere il lavoro, l'etica e lo spirito di una squadra». Altro passaggio importante riguarda la collaborazione con la Roseto Basket Academy, ritenuta strategica. L'idea è quella di creare una filiera vera, in cui il settore giovanile possa diventare un serbatoio costante per la prima squadra: «Non possiamo prendere 10 giocatori ogni estate, dobbiamo costruire una base e inserire progressivamente giovani che crescano dentro il nostro sistema». Sul fronte tecnico emerge anche una possibile rotazione lunga, fino a 12 giocatori, con Academy e prima squadra integrate, un modello moderno che punti sulla continuità. Anche Fabio Brocco ha ribadito la necessità di una gestione attenta: «La sostenibilità non è un dettaglio, è una priorità. Lo scorso anno abbiamo avvertito già in primavera un calo importante delle sponsorizzazioni e questo ci ha fatto riflettere». Un messaggio chiaro: mantenere vivo il basket a Roseto richiede la partecipazione e il sostegno dell'intero territorio. L'impressione insomma, è che dopo la retrocessione, Roseto abbia scelto una strada diversa. Più lenta forse, ma più solida. E al centro di tutto, ancora una volta, c'è Franco Gramenzi: uomo di campo, costruttore di gruppi e pietra angolare del futuro biancazzurro.

