Roseto, Di Paolantonio «A Verona un match duro»

1 Ottobre 2016

Basket A2. Il coach: peccato per Martin, poteva essere un buon inserimento Briggs è andato via perché non convinceva soprattutto nella solidità difensiva

ROSETO. Ci siamo: domani gli Sharks faranno l’esordio in terra veneta contro Verona, squadra di prima fascia, che tanto per non farsi mancare niente, ha tesserato ieri pure i 210 centimetri di David Brkic, per tamponare l’infortunio di Pini. Il coach rosetano Emanuele Di Paolantonio la prende con filosofia.

«È una delle corazzate del campionato, anche se non l’unica, è una squadra solida e con tanta energia difensiva che spalma su tutta la lunghezza del campo. Non sarà un esordio semplice, dovremo essere bravi a superare e a curare ogni possesso. È quello che abbiamo fatto in questi ultimi allenamenti, anche se purtroppo, per un motivo o per l’altro, siamo sempre incompleti».

La squadra è indietro sulla tabella di marcia: «Siamo in ritardo, inutile negarlo», prosegue il coach, «abbiamo tolto un americano e preso Amoroso, giocatore importante. Il problema è che Valerio lo abbiamo inserito praticamente solo in quest’ultima settimana, senza contare gli infortuni di Gloria e Casagrande, che sono finiti sotto i ferri, e i problemi alla caviglia di Fultz, che ha ricominciato ad allenarsi giovedì».

Poi, sulla partenza di Briggs: «Non ci ha convinto, soprattutto nella solidità difensiva, sicuramente pagando il fatto di venire da campionati meno competitivi di questa A2; è stato un errore di valutazione di cui mi prendo le responsabilità», dice coach Di Paolantonio, che poi parla del mancato arrivo del comunitario Ryan Martin: «Poteva essere un inserimento da fare velocemente, che ci permetteva di mantenere un visto, ma non è stato possibile; adesso cercheremo il secondo straniero con calma, sfruttando la possibilità che ci offre il regolamento, di fare un movimento in entrata entro gennaio». Verona sarà anche il suo esordio da capo allenatore: «Non ho avuto il tempo di pensarci», conclude il coach, «sarò emozionato, ma dovrò pensare solo ad allenare, anzi a vincere questo match difficile».

Marco Rapone

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