«Roseto, ora sto bene e con Carlino siamo al top»

21 Dicembre 2017

Il pivot Ogide si racconta: «Con Matt abbiamo fatto il salto di qualità. La città è super, ma mi manca il golf»

ROSETO. La vittoria degli Sharks contro Ferrara, oltre alla firma di Carlino, porta anche quella del pivot Andy Ogide, finalmente in grande crescita dopo i guai fisici. Per lui con gli estensi è arrivata una prova di grande concretezza, mettendo a referto 19 punti ed 11 rimbalzi in 37 minuti.
Ogide, nelle ultime due gare disputate al PalaMaggetti sono arrivate due vittorie: cos’è cambiato?
«Beh, l’arrivo di un giocatore importante come Carlino si è fatto sentire, e poi anche la mia condizione fisica è migliorata: le gambe stanno tornando a girare bene, ed anche la mano sinistra va sempre meglio, diciamo che è quasi completamente guarita dalla fastidiosa operazione al dito».
La sua prestazione con Ferrara è stata molto buona, eppure nel terzo quarto ha avuto una specie di passaggio a vuoto, sbagliando cinque tiri facili da sotto, come mai?
«Ho sbagliato quei tiri perché cercavo di portare a casa anche un fallo; purtroppo non sono riuscito a stringere bene la palla fra le mani, e questo mi ha portato provato ad accelerare il movimento, altrimenti le azioni sarebbero andate meglio. C’è anche da dire, che il pivot avversario ha fatto una difesa alla quale non sono abituato: negli altri campionati, infatti ci si aspetta di fare un duello in quota, perché attaccante difensore saltano insieme; Fantoni invece è sempre rimasto fermo a terra, con le braccia sollevate e il torace proteso verso di me, sbilanciandomi. Evidentemente devo correggere questo movimento».
Diciamo che per farsi perdonare ha messo la bomba del -1 al 38’, che ha ricucito il feeling col palazzetto, prima che Carlino infilasse quella del definitivo sorpasso: a proposito, è stato facile entrare in sintonia con Carlino?
«È un grande aiuto per me e la squadra, grazie alla sua conoscenza della pallacanestro giochiamo con più fiducia, e mi permette di concentrarmi meglio su certi aspetti del gioco, tipo fare i blocchi, o eseguire meglio un pick and roll. Col suo arrivo abbiamo fatto un grande salto di qualità».
E sono arrivate due vittorie: negli Sharks si è riaccesa la fiamma della competitività?
«Siamo migliorati mentalmente, abbiamo voglia di fare bene e sono sicuro che questo processo di miglioramento sia solo all’inizio».
Adesso vi aspettano due trasferte consecutive contro due grandi club, che in bacheca espongono diversi scudetti: sabato sarete sul campo della Fortitudo Bologna, e poi il venerdì successivo al PalaVerde di Treviso. State pensando ad un colpaccio?
«Le ultime trasferte, ci hanno insegnato due cose: con Trieste abbiamo imparato a giocarcela in un clima ostile, mentre a Mantova pur perdendo abbiamo comunque fatto una bella figura. Per questo sono convinto che partiremo per fare bene».
Come si trova a Roseto,?
«Sempre meglio, mi sono abituato alla città ed inizio ad avere i miei punti di riferimento; mi manca un po’ il non poter giocare a golf come abitualmente faccio a casa mia, per cui guardo tanti film e amo stare con i miei compagni a chiacchierare».
Marco Rapone
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