Roseto tutto cuore, trionfo in Coppa Italia

14 Marzo 2022

La Liofilchem batte Cividale in un match tiratissimo: Di Emidio trascinatore. Tifosi in delirio, l’ultima vittoria 24 anni fa

ROSETO. Grandissima soddisfazione per la Liofilchem Roseto che ieri al PalaMaggetti non ha sbagliato il match point battendo Cividale per 69 a 65 al termine di una gara tiratissima, conquistando la sua seconda Coppa Italia Lnp: era il 1998 quando la squadra di Bonaccorsi e Trullo vinse la prima edizione del trofeo, in un’annata ancora oggi ricordata tra le più magiche. Stavolta, se possibile, è andata ancora meglio a livello di rosetanità: coach Quaglia e il capitano Edoardo Di Emidio, infatti, sono entrambi cresciuti a pane e basket nel Lido delle Rose, tanto che da piccoli giocavano insieme con la Scuola Minibasket, e il loro abbraccio a fine partita ha commosso più di uno spettatore, regalando il senso di una vittoria voluta e cercata a tutti i costi. Perché questa vittoria Roseto se l’è dovuta sudare più volte, vincendo solo sul traguardo in un finale deciso da alcune giocate decisive. A inizio del match, infatti, con Cividale a scontare un po’ anche l’ambiente avverso, i rosetani hanno giocato quasi sul velluto, bravi a trovarsi in campo con un gioco corale che riusciva a essere produttivo sia da fuori che da sotto, issandosi subito al +13 (22-9 all’8’) e mantenendo le distanze fino alla metà gara chiusa sul +11 (43-22 al 20’). La squadra ospite (che aveva coach Pillastrini a casa) non riusciva fin lì a esprimersi in difesa, regolarmente battuta negli uno contro uno dalla maggior fisicità che i rosetani mettevano su ogni pallone, basti pensare che a metà gara Roseto tirava col 70% da 2 punti, conquistando 5 rimbalzi offensivi, mentre Cividale tirava peggio, prendendone solo 1 di rimbalzi in attacco. Alla ripresa del gioco, quando una bomba da 8 metri di Di Emidio faceva saltare in aria le tribune biancazzurre, la gara poteva sembrare indirizzata in un certo modo, e invece Cividale sapeva reagire da grande squadra qual è, brava a mettere in mostra una difesa molto più tenace, che negava in continuazione l’accesso all’area pitturata ai lunghi biancazzurri: ecco perché, con un contro break di 13-24 nel terzo tempo, si arrivava al 30’ in perfetta parità, 56-56, con Di Emidio a segnare 10 dei 13 punti rosetani. Gli ultimi 10’erano un’altalena di emozioni, come giusto che sia per una finale, coi rosetani fisicamente sulle ginocchia, ma bravi a reagire di orgoglio. Al 37’ una bomba di Laudoni valeva il sorpasso ospite, 61-62, col giocatore che però poi commetteva antisportivo su Di Emidio che dalla lunetta non tremava (63-62 e controsorpasso). La bomba di Chiera al minuto 39 per il 63-65 metteva poi paura un po’ a tutti ma non ad Amoroso, bravo a ricucire col suo 1 su 2 dalla lunetta (64-65 al 40’). Ultimo giro di lancette da cardiopalma: prima lo sfondamento di Rota su Zampogna a ridar palla a Roseto che la metteva in cassaforte. Il canestro decisivo lo segnava un Amoroso che avendo giocato molti minuti e dunque era un po’ in debito di ossigeno (cosa che valeva per tutti in verità, visto che era la terza partita in tre giorni), e poi gli antisportivi di puro sconforto di Chiera e Laudoni, che erano buoni per far viaggiare dalla lunetta il solito Amoroso e l’uomo del match, il play Edoardo Di Emidio, pistolero dell’incontro con 17 punti a referto, giustamente eletto MVP delle finali. Finiva con un’invasione di campo festosa e con le tribune a intonare: «Torneremo in serie A».
Marco Rapone
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