Roseto è Contento: «Il PalaMaggetti mi regala energia»

Il play guardia tra i protagonisti del successo sul Mantova: «Il nostro pubblico ci ha dato la marcia in più»
ROSETO. Questo Roseto Sharks capace di raggranellare la miseria di 3 sole vittorie nei primi 21 turni ha oggi cambiato marcia, centrandone ben 3 nelle ultime 5 gare: il segno evidente che in effetti qualcosa è cambiato. E’ cambiata la convinzione del gruppo, che riesce a giocare con la testa più libera, è cambiato l’atteggiamento dei due americani, che giocano da leader riuscendo ad impattare positivamente anche nei momenti no, e poi la squadra ha trovato da qualche turno, le prestazione super di Marco Contento, che sta facendo praticamente il terzo americano: anche con Mantova infatti, il sulfureo triestino si è esaltato, tanto da essere eletto nel miglior quintetto della settimana, grazie ad un tabellino fatto di 24 punti, 2 rimbalzi e 5 assist: insomma, il giocatore è entrato in un tale stato di grazia che potrebbe anche spegnere le luci del PalaMaggetti con un solo schiocco di dita. Contento lo sa, ed anche per questo a fine gara si è divertito ad abbracciare praticamente tutti i tifosi rosetani, esaltandosi come non mai. A ricordarglielo il giocatore sorride ancora, forse pensando che questo matrimonio sportivo con la piazza rosetana era in fondo proprio quello che cercava: «Sono venuto qui per questo, l’ho sempre detto. Infatti domenica, quando il PalaMaggetti ha alzato il volume, io che sono un giocatore sanguigno mi sono gasato: l’ho sempre detto che quando il nostro palazzetto diventa una bolgia, vincere diventa difficile per tutti perché si crea un ambiente unico tra squadra e pubblico».
E pensare che c’è la curva autosospesa: «Io mi sento un po’ ultras, per cui non entro nel merito e rispetto la loro decisione. Ma è stato bello che quando contava dalle tribune e dalle curve si siano alzati tutti in piedi a spingerci per aiutarci a conquistare la vittoria».
Quello con Mantova era un match difficile: «Ma è andata bene», racconta il giocatore, «loro sono più forti di noi, difatti hanno il doppio dei nostri punti, ma noi siamo una squadra vera, che sa di avere delle mancanze e per questo non molla mai: è il nostro marchio di fabbrica».
La prova di ciò si è avuta a 55 secondi dal 40’, quando li avete raggiunti: «Ma poi ho sbagliato un tiro libero negli ultimi secondi che mi sarei tagliato le mani», sorride il triestino, «meno male che i compagni mi hanno tranquillizzato e ho resettato tutto, riuscendo a giocare i 5 minuti del supplementare al massimo». Adesso avete lasciato l’ultimo posto ad un’Orzinuovi staccata di 4 punti (che diventano 6 visto grazie alla differenza canestri a favore), ma gli obiettivi non sono finiti qui. Conclude l’esterno biancazzurro: «C’è ancora tanto da fare, anzitutto abbandonare matematicamente l’ultimo posto, e poi provare a superare Bergamo, che ci è davanti per 2 soli punti: abbiamo il calendario più difficile del lotto, perché giocheremo contro squadre di grande blasone. Ma in fondo quelle saranno partite dove le motivazioni escono più facilmente e tutti noi andremo in campo con una grande voglia di fare il massimo».
Marco Rapone
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