Rugby, Brandolini è campione d’Italia

L’aquilano vince lo scudetto con Rovigo: «Risultato che mi ripaga di tanti sacrifici»
L’AQUILA. Brandolini tricolore con Rovigo. Lo scudetto del rugby manca sulle maglie neroverdi dal 1994, ma alcuni atleti abruzzesi sono riusciti a conquistare il titolo fuori dai confini regionali. Lo scorso 2 giugno il pilone destro aquilano Antonio Brandolini, con 35’ giocati nella ripresa della finale giocata allo stadio Plebiscito di Padova, ha contribuito al successo dei Bersaglieri, ottenuto in rimonta con una meta realizzata all’ultimo assalto. «Una stagione incredibile, vissuta in crescendo», commenta il classe 1992 che dopo il settore giovanile con la polisportiva L’Aquila ha esordito a 18 anni in Eccellenza con L’Aquila rugby 1936, prima di approdare nel 2016 a Colorno in A e poi a Viadana in Eccellenza, dove è rimasto 4 stagioni. «Ci siamo consolidati come squadra e con il lavoro abbiamo raggiunto l’obiettivo. I play off sono stati il primo traguardo e le sfide con Calvisano, soprattutto il ritorno vinto, come la finale con la mischia negli ultimi minuti, ci hanno dato consapevolezza. La finale è stato il trionfo che ci voleva. Gratificante dopo tanti sacrifici in 10 mesi di allenamenti e qualche delusione come le 3 gare perse in campionato».
Una gioia condivisa soprattutto con la compagna, con cui vive a Parma dove lavora quando non è impegnato con il rugby, ma anche con il papà che lo ha seguito a Padova ed i tanti parenti ed amici aquilani che sente spesso e vede quando torna in Abruzzo. «Rovigo è città di rugby che ricorda molto L’Aquila», dice Brandolini, «al ritorno in città siamo stati accolti da migliaia di persone. Dal punto di vista personale è il primo scudetto, dopo la vittoria in coppa Italia a Viadana nel 2016 e la promozione in serie A con L’Aquila».
Il futuro sarà ancora in rossoblù, dove sarà raggiunto dall’aquilano Alessandro Ciofani, con cui ha giocato a Viadana e che è stato eletto Mvp dell’edizione del campionato italiano Peroni Top10. «Sono in una realtà solida, che non ha eguali in Italia», afferma Brandolini, che ha frequentato l’Accademia Fir under 18 Lorenzo Sebastiani di Roma. «Voglio vincere ancora per riprovare le stesse emozioni».
A precedere Brandolini nella vittoria del tricolore, il 18 maggio 2019 Nicolò Casilio con Calvisano; il teramano Marco Riccioni e gli aquilani Gigi Milani, D’Onofrio e Riccardo Raffaele campioni d’Italia nel 2017 ancora con Calvisano; Maurizio Zaffiri scudettato nel 2005 e 2008 (insieme al sulmontino Daniele Forcucci) sempre con il Calvisano. E, soprattutto, Carlo Caione e Andrea Castellani vittoriosi il 18 giugno del 2000 con la Rds Roma allo stadio Flaminio, nella finalissima proprio contro i neroverdi che schieravano anche Masi, Zaffiri e Perugini.
Tommaso Cantalini
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