Russia, a Rio potranno andare gli atleti “puliti”

MOSCA. Uno schiaffo, a metà. Il Cio ha confermato la sospensione della federazione atletica della Russia - impedendone la partecipazione alle Olimpiadi di Rio - decretata dalla Iaaf ma ha mitigato...
MOSCA. Uno schiaffo, a metà. Il Cio ha confermato la sospensione della federazione atletica della Russia - impedendone la partecipazione alle Olimpiadi di Rio - decretata dalla Iaaf ma ha mitigato la sentenza lasciando la porta aperta ai singoli atleti “puliti”. Che potranno partecipare ai Giochi se verranno giudicati idonei e saranno autorizzati a correre sotto la bandiera russa. Dovranno dimostrarlo però, e non basterà essere mai risultati positivi a un test antidoping. Il compromesso è stato apprezzato dalla parte russa e ha probabilmente evitato uno scontro da guerra fredda, che aveva fatto ipotizzare il boicottaggio di tutta la delegazione ai Giochi. Il presidente del Comitato Olimpico russo Alexander Zhukov ha escluso questo scenario ma ha aggiunto che Mosca potrebbe «fare causa» alla Iaaf, ritenuta fin troppo zelante. Nell'esprimere «soddisfazione» la Federazione Atletica della Russia ha sottolineato come la posizione del Cio è identica a quanto proposto alla Iaaf. «L'essenza - ha detto Mikhail Butov, segretario della Federazione - è che non c'è bisogno di colpire gli atleti “puliti”». Fra loro c'è la fuoriclasse dell'asta Yelena Isinbayeva, che dovrebbe poter partecipare a Rio. Era stata la Isinbayeva, tra l'altro, a dire che non avrebbe partecipato all'Olimpiade se non le fosse stato permesso di gareggiare sotto la bandiera russa. «A causa della dichiarazione di non conformità Wada di Kenya e Russia - ha spiegato il Cio - le federazioni interessate nel decidere sull'ammissibilità degli atleti (considerati idonei) non dovranno considerare come sufficiente l'assenza di un test positivo all'antidoping nazionale». Il ministro dello Sport Vitali Mutko ha detto che la Russia è pronta a «rispettare» tutte le condizioni del Cio.

