Sabella: i ragazzi hanno dato tutto Dzemaili: certo che la palla entrasse
INVIATO A SAN PAOLO. La Grande Paura si sgretola sul sinistro di Di Maria, poi svanisce sul pazzesco palo di Dzemaili. Mai pensava di soffrire così Alejandro Sabella, il ct dell’Argentina. Lo guardi...
INVIATO A SAN PAOLO. La Grande Paura si sgretola sul sinistro di Di Maria, poi svanisce sul pazzesco palo di Dzemaili. Mai pensava di soffrire così Alejandro Sabella, il ct dell’Argentina. Lo guardi in faccia e ti rendi conto di quanto sia sfinito, esausto: probabilmente ha perso più energie lui di Higuain che non ne ha indovinata mezza.
Prova a raccogliere un attimo le idee Sabella e la prende larga. Anzi, parte da lontano. «Ero il vice nell’ottavo di finale contro l’Inghilterra nel 1998 – sorride – e mi ricordo ancora la sofferenza. Non si sa mai come va a finire, possono essere crudeli. Averli evitati è stata una grande fortuna».
Su una cosa comunque il ct argentino sembra avere le idee chiare: guai criticare la mia nazionale perché abbiamo meritato alla grande questa vittoria. «Il primo tempo è stato equilibrato, loro hanno avuto due chiare occasioni da gol, ma poi la partita è stata in mano nostra. Nel secondo tempo supplementare l’Argentina ha avuto diverse occasioni per segnare, il gol di Di Maria è stato meritato».
Allarga le braccia Sabella: «È un Mondiale strano, non c’è niente di scontato. Ma i ragazzi hanno prodotto uno sforzo enorme e posso solo far loro i miei complimenti. Adesso dobbiamo recuperare le energie». Già, e magari anche recuperare il volto migliore di questa squadra che soffre contro chiunque. Quattro partite e quattro vittorie, è vero, ma sempre con un solo gol di scarto: 2-1 alla Bosnia, 1-0 all’Iran, 3-2 con la Nigeria e ora questo 1-0 inzuppato di sofferenza.
Difficile parlare di calcio con Ottmar Hitzfeld che nella notte ha perso il fratello. Ma è il ct della Svizzera a giocare d’anticipo commentando il match. «Messi può decidere una partita in un secondo ma abbiamo reso la vita difficile all’ Argentina. Noi abbiamo fatto bene, ci siamo dimostrati tatticamente maturi e calmi nelle situazioni critiche. Uno può sorprendere l’Argentina ma guardate cosa succede quando loro trovano gli spazi. Questo è il calcio, è fatto di emozioni forti ed è quello che ci piace».
La delusione svizzera ha il volto di Blerim Dzemaili che all’ultimo secondo stava per regalare il pareggio alla Svizzera. «Ho colpito con la testa, pensavo di segnare e invece la palla è andata a sbattere sul palo. È stato lo specchio della nostra serata sfortunata. Abbiamo fatto una grande partita, uscire così ti dà onore e rispetto da tutti, però noi non possiamo comprarci niente con quello. Preferivo pochi applausi e aver passato il turno. Peccato, perché volevamo ancora vivere questo sogno».
Resta il rimpianto per quelle occasioni sprecate nel primo tempo, soprattutto con Drmic. «Abbiamo una squadra giovane e si vede, tra qualche anno saremo più forti, ma il nostro attaccante. Drmic ha 22 anni, davanti alla porta è normale essere nervosi. E poi ormai è andata così».
Dall’Argentina comunque era logico aspettarsi qualcosa in più. «Le partite sono tutte difficili, abbiamo visto che anche la Germania ha sofferto tantissimo contro l’Algeria. L’Argentina non ha fatto una gran partita ma l’ha vinta. E le grandi squadre alla fine le vincono le partite così».
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