Salvemini: io avversario nella mia Chieti

Serie B, il coach teatino domenica al PalaTricalle guiderà la capolista San Severo: «So che sarà dura»
CHIETI. Una vigilia particolare? «Sì, lo è. Impossibile far finta di niente. Chieti è la mia città, quella dove ho iniziato ad allenare e alla quale sono sempre parecchio legato». Giorgio Salvemini domenica al PalaTricalle sarà sulla panchina del San Severo, formazione che sta dominando il girone C del campionato di serie B, definita da tutti gli addetti ai lavori come un’autentica corazzata. «Questa definizione non mi piace. Siamo una buona squadra con le idee chiare e che deve sempre sapere cosa fare. Consapevole, in questo momento, di dover affrontare una formazione ben attrezzata come la Teate che può contare su un organico valido e che, peraltro, conosco molto bene. Ho avuto modo di allenare Di Emidio e Gialloreto e di affrontare, da avversario, tutti gli altri, in particolar modo Gueye, protagonista nei play off di qualche anno fa, quando era a Montegranaro e io allenavo il Pescara».
A proposito, una bella striscia positiva ha intanto proiettato proprio la squadra guidata da Stefano Rajola alle spalle dell’imbattuta capolista pugliese. «La classifica non mente e Pescara resta la formazione più forte che abbiamo incontrato finora. Ora affrontiamo Chieti che, dopo qualche difficoltà e il cambio dell’allenatore, appare in fiducia e ci sarà da stare attenti. Una gruppo che ha fatto bene in alcune occasioni e meno in altre, ma, durante una stagione, ogni partita assume caratteristiche diverse a seconda dei momenti».
La travolgente corsa del San Severo parte, in ogni caso, dalla grande amarezza dello scorso anno quando, dopo una stagione dominata, i gialloneri videro sfumare la promozione in A2 nell’ultima gara di play off contro Cassino. Una beffa consumata sul filo di una formula del torneo più che discutibile. «Formula che però conosci prima», sintetizza Salvemini, comunque premiato come miglior allenatore della serie cadetta, «e sulla quale è inutile poi recriminare. Fu una delusione terribile, ma, appena un’ora dopo la partita, la società era già proiettata verso la nuova stagione. Una società seria e ben organizzata attraverso un ottimo staff, caratterizzato da idee chiare e tanta passione, sostenuto da un ambiente eccezionale che lo stesso Piero Coen, il quale mi ha preceduto sulla panchina pugliese, conosce benissimo».
Intanto, in questa sfida incrociata tra ex allenatori, troverà posto anche il giovane tecnico teatino Giacomo Piersante, vice di un Salvemini che, in questi giorni di festa, sta sollecitando nei suoi giocatori la massima concentrazione.
Appena uno sguardo a quanto sta accadendo negli altri raggruppamenti. «Nel girone D ci sono diverse squadre che nutrono legittime ambizioni, tra cui Caserta, Salerno e Matera, e credo che anche tra le formazioni settentrionali esistano ottime realtà. Sono, però, discorsi lontani, ora per noi c’è solo la gara di domenica prossima. Ed è una sfida da allarme rosso. Ne sono certo e, per certi versi, anche contento. Sfida davvero stimolante e San Severo, con il suo potenziale, deve pensare esclusivamente a fare bene. Continuando a lavorare ogni settimana in palestra, senza prestare alcuna attenzione a coloro che parlano di noi come di una corazzata invincibile».
Giuseppe Rendine
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