San Nicolò, che rabbia La capolista fa il blitz

Maceratese in gol con D’Antoni dopo 2’, ma i biancazzurri recriminano: una rete annullata e un rigore non concesso nel finale scatenano le proteste
TERAMO. Al «Bonolis» arriva la seconda sconfitta interna stagionale per il San Nicolò. I tre punti vanno alla capolista Maceratese che si conferma tale e, anzi, allunga in classifica. Ma i complimenti, anche dalla sponda marchigiana, sono tutti per la squadra di Massimo Epifani che gioca e crea ma non riesce a concretizzare.
A conti fatti, anche il risultato di parità poteva star stretto ai padroni di casa. Ma i biancazzurri hanno argomenti per protestare per due decisioni arbitrali, ma anche per la direzione nel suo complesso, che non hanno convinto. Una rete annullata e un rigore non concesso nel finale fanno schiumare rabbia alla compagine del presidente Salvatore Di Giovanni.
La partenza della capolista è decisamente aggressiva. Dalla distanza, dopo appena quindici secondi, ci prova Ferri Marini, Digifico è attento. Pericolo scampato solo per qualche secondo visto che al 2’ arriva il fulmineo vantaggio dei marchigiani. Gran parte del merito è di De Grazia, classe 1995, che sulla destra semina il panico, sotto porta il tocco decisivo è di D’Antoni. La reazione del San Nicolò è veemente. Al 9’ sfiora il pari Iaboni con un tocco sotto misura mentre due giri di lancette più tardi è super la risposta di Moscatelli sulla girata di Tarquini. L’estremo difensore ospite si ripete anche sulla battuta del corner susseguente quando riesce a intercettare, e bloccare a terra, un tiro ravvicinatissimo di Stivaletta. La partita è piacevole ma è la formazione di Epifani a fare gioco con azioni ficcanti. Su una di queste, al 36’, Bisegna centra per Tarquini che non trova la porta. Trenta secondi più tardi i biancazzurri trovano la rete, con Iaboni, ma il direttore di gara, su segnalazione del suo assistente, annulla per posizione irregolare dello stesso numero 10 di casa. Fioccano le proteste anche perché le immagini televisive sembrano dar torto al fischietto toscano.
L’ultima emozione del primo tempo al minuto 44 con Stivaletta che lambisce, dalla distanza, i pali della porta di Moscatelli.
La Maceratese parte forte anche nella ripresa e al 3’ è ancora Ferri Marini a sfiorare il raddoppio: conclusione a giro che sfiora il palo alla sinistra di Digifico. Nel giro di cinque minuti, poi, le due squadre restano in inferiorità numerica: per somma di ammonizione, infatti, doccia anticipata prima per Mbodj e poi per Cordova.
I locali ci provano ma gli ospiti si difendono con ordine e agiscono di rimessa. Al 26’ palla di un soffio a lato su punizione di Romano, un minuto più tardi è De Grazia a impegnare Digifico. Il finale vede il San Nicolò premere forte sull’acceleratore, non ci sono occasioni particolari ma al terzo dei quattro di recupero concessi, l’arbitro sorvola su un fallo di mani in area di Cervigni. La rabbia del San Nicolò è tanta come si evince anche dalle parole, a fine gara, del tecnico Massimo Epifani. «In queste prime giornate di campionato siamo stati poco rispettati, gli episodi di oggi, l’ultimo in particolar modo, è sotto gli occhi di tutti. Sulla partita posso dire che abbiamo giocato meglio della capolista e meritavamo di più, anche il pari ci stava stretto. Alla mia squadra posso solo rimproverare la scarsa cattiveria sotto porta e i primi tre minuti nei quali abbiamo lasciato spazio alla Maceratese. Ci è mancato solo il gol».
Matteo Falzon
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