Sansovini, il “sindaco” è al suo terzo mandato

6 Febbraio 2015

«Voglio conquistarmi la conferma e chiudere la carriera in biancazzurro Proveremo ad entrare nei play off, ma ora è meglio volare basso»

PESCARA. Era andato via sul più bello. A maggio del 2012 il Pescara conquistava la promozione in A dopo 19 anni e Marco Sansovini aveva dato il suo contributo segnando 16 gol. Il contratto scadeva nel 2013, ma la società decise di non prolungarglielo. Così il “Sindaco”, come lo chiamano i tifosi pescaresi, accettò un triennale che gli venne offerto dallo Spezia. Ci rimase male per il trattamento, però evitò polemiche con la dirigenza, la stessa che ora lo ha riportato in Abruzzo. Il suo legame con la città è viscerale: da queste parti è tornato da turista, figuriamoci da calciatore. Sta cercando casa in centro per riassaporare il calore della gente che non ha mai smesso di amarlo. Quando è tornato da avversario all’Adriatico ha sempre ricevuto attestati di stima. Indosserà la maglia numero 42 indicata da Annalisa, sua figlia: il papà le aveva promesso che sarebbe stata lei a sceglierla. Dunque, Sansovini si appresta a vivere la sua terza esperienza in riva all’Adriatico dopo quelle del 2007-08 e il triennio 2009-12. «Sono strafelice», sostiene il bomber romano, «sono stato informato della trattativa mercoledì scorso e ovviamente ho dato subito la mia disponibilità. Pescara è la mia seconda casa, qui ho vissuto i momenti più belli della mia carriera».

Sansovini mette subito le cose in chiaro. La sua nuova avventura dovrà durare il più a lungo possibile. Il centravanti, che a giugno compirà 35 anni, ha quattro mesi a disposizione per convincere i dirigenti a dargli fiducia anche per la prossima stagione. «Sono in prestito con diritto di riscatto dall’Entella. Il mio obiettivo è guadagnarmi la conferma convincendo il Pescara ad esercitare l’opzione. Mi piacerebbe chiudere la carriera qui». Molto dipenderà dalle sue prestazioni, dal momento che la cifra necessaria per acquisire il suo cartellino è davvero accessibile (circa 80mila euro). L’impatto con la squadra è stato positivo. «Ho trovato un gruppo ottimo, ci sono calciatori con grandi qualità. Devo essere sincero, non me l’aspettavo: i miei compagni e lo staff tecnico sono più in gamba di quanto pensassi. Baroni è preparato e meticoloso nel lavoro quotidiano». In attacco non ci sono più Immobile e Insigne. E neppure Maniero. Sembra incredibile. Toccherà proprio a Sansovini non fare rimpiangere il capocannoniere della B che ha scelto Catania. «No, assolutamente, Pippo è un amico e un grande attaccante. In rosa ci sono tante punte di valore, la concorrenza sarà uno stimolo. Il mio compito è mettermi al servizio dell’allenatore e dei compagni per fare buone cose in questo girone di ritorno. Il mio passato nel Pescara conta fino ad un certo punto, ora devo rimettermi in discussione».

La sensazione è che tutti gli attaccanti conoscano bene il loro obiettivo: conquistare il titolo di “partner di Melchiorri”, la pedina intoccabile dello scacchiere di Baroni. In lizza ci sono, oltre a Sansovini, Pasquato, Pettinari e Caprari. «Melchiorri sta disputando una grandissima stagione, speriamo che continui così. Gli altri hanno caratteristiche diverse e questo è un bene per la squadra e per l’allenatore che avrà un ampio ventaglio di scelte». Il traguardo dei play off è alla portata. Sono soltanto due i punti che separano il Pescara dall’ottavo posto. «Senz’altro ci proveremo. Non faccio proclami, però siamo a pochi passi dalla zona-spareggi e daremo il massimo per conquistare l’accesso. Spero di alimentare l’entusiasmo che si è ricreato negli ultimi tempi. L’apporto del pubblico è indispensabile per raggiungere i risultati». Da quando ha lasciato Pescara ha continuato a segnare con regolarità: 33 reti in due anni e mezzo con Spezia, Novara ed Entella. Con quest’ultima ha realizzato il suo ultimo gol lo scorso 8 novembre a Perugia. Nel suo sguardo è già possibile scorgere i segni dell’astinenza che Marco vorrà spezzare già domani contro il Cittadella, una delle sue vittime preferite. Ai veneti ha già fatto gol sette volte mettendo lo zampino in entrambi i confronti nell’anno della promozione. Il 9 ottobre del 2011 all’Adriatico firmò la vittoria di misura contro l’undici di Foscarini. Nel match di ritorno lui ed Insigne ribaltarono il momentaneo vantaggio del Cittadella spingendo il Pescara al primo posto. E domani farà di tutto per ripetersi.

Giovanni Tontodonati

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