Sansovini riparte da Bologna: la ferita brucia

13 Luglio 2015

L’attaccante e la finale play off persa: «Uno stimolo in più per ripartire con grande entusiasmo»

PIZZOFERRATO. Ha compiuto 35 anni il 17 giugno, ma per Marco Sansovini la nuova stagione ricomincia come tutte le altre: tanto entusiasmo e voglia di far bene, soprattutto perché sulle sue spalle c’è una maglia che più volte ha dimostrato di amare, l’ultima a gennaio, quando il “Sindaco” è tornato per l’ennesimo mandato. L’età non lo spaventa nonostante sia, dopo Aldegani, il più anziano della rosa al lavoro da sabato a Pizzoferrato. Tra i primi ad arrivare e tra gli ultimi ad andare via dal campo, Sansovini avrà anche il ruolo di chioccia di un gruppo giovane.

Sansovini, comincia la sua sesta stagione a Pescara: ma allora nel calcio le bandiere esistono ancora… «Sono tornato a gennaio per restare a lungo, non per cinque mesi. Da quando si è concluso il campionato non ho mai pensato di andare via: non avrebbe avuto senso ritornare per giocare poche partite e ripartire, anche perché vi posso garantire che nonostante l’età non mi sento affatto vecchio. Ho entusiasmo, vestirò ancora una volta questa maglia alla quale mi sono legato per ripagare la fiducia che la società mi ha confermato».

Come si ricomincia dopo un campionato in cui il sogno della serie A si è interrotto sul più bello? «E’ stata una stagione bellissima fino a pochi minuti dalla fine della finale, praticamente eravamo sul punto di prenderci un qualcosa che avremmo meritato per quello che abbiamo dimostrato soprattutto nelle ultime partite. Sarebbe stato fantastico ripetere la cavalcata di qualche anno prima, purtroppo non è andata così e brucia ancora, ma dobbiamo voltare pagina».

Sembra di capire che, paradossalmente, la finale di Bologna va dimenticata per poter costruire il futuro. «Dobbiamo rimboccarci le maniche per guardare avanti e provare a regalare altre soddisfazioni ai tifosi. Da parte mia c’è entusiasmo e sono convinto che questo stesso entusiasmo animerà anche la nuova squadra che nascerà in questi giorni di preparazione».

Un gruppo che vede diversi arrivi ed altrettante partenze: può preoccupare questa rivoluzione? «Sono nel calcio da tanti anni e ad ogni ritiro che ho affrontato si è verificato qualcosa di simile. In fondo sono le leggi del mercato, ogni estate ci sono dei movimenti anche se qualcuno della vecchia guardia è rimasto. Non è un problema accogliere nuovi compagni, è assolutamente normale».

Che cosa promette ai tifosi? «Non mi sento di fare promesse, non sono il tipo al quale piace farle e non credo neanche che sia questo il momento giusto per promettere. Siamo solo ai primi giorni di ritiro, dobbiamo soltanto pensare a lavorare per prepararci al meglio.

Marco Santopaolo