Savona-Teramo, gli atti a Savona

Spezzettata l’inchiesta sul calcio malato. Di Nicola (ex L’Aquila) sarà giudicato dal tribunale di Rimini
L’inchiesta Dirty Soccer sul calcio malato è stata trasformata in uno spezzatino, distribuito in giro per l’Italia. A distanza di un anno e mezzo dagli arresti e dagli avvisi di garanzia, il Gip di Catanzaro, Assunta Maiore, ha accolto le istanze delle difese dei 62 indagati e ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, girando i fascicoli ai vari tribunali territorialmente competenti. Combine, scommesse e associazione a delinquere: l’inchiesta che ha scosso il mondo del calcio nell’estate del 2015 è stata, di fatto, depotenziata. Non ci sarà un unico processo, ma tanti processi ognuno per le tante partite finite nel mirino degli inquirenti.
La Procura di Catanzaro aveva avviato l’indagine a seguito di un’intercettazione telefonica nell’ambito di un’inchiesta sulla malavita organizzata e pensava di tenere uniti vari reati consumati in più posti attraverso il vincolo dell’associazione a delinquere. E così non è stato. Il Gip ha detto no. Ogni tribunale deciderà sui (presunti) reati commessi nel proprio territorio. Del caso di Savona-Teramo (0-2) del 2 maggio 2015, una delle tante partite finite sotto la lente d’ingrandimento della Procura distrettuale antimafia calabrese, si occuperà il tribunale di Savona, perché in zona si sarebbero consumati gli illeciti oggetto dell’inchiesta. Gli indagati sono il patron del Teramo Luciano Campitelli, l’ex ds Marcello Di Giuseppe, Ercole Di Nicola, Marco Barghigiani, Giuliano Pesce, Davide Matteini, Ninni Corda. Tutti accusati di aver tramato per combinare la partita a favore del Teramo, partita che ha sancito la promozione in serie B, poi revocata dalla giustizia sportiva.
Per quanto riguarda gli indagati per associazione a delinquere passeranno al tribunale di Rimini, competente perché sul proprio territorio sarebbe avvenuto il primo caso. E questo è il caso di Ercole Di Nicola – ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila – che la procura di Catanzaro ritiene essere il coordinatore delle combine consumate in Lega Pro. «Il Gip ha accolto le richieste delle difese», ha spiegato l’avvocato Maurilio Prioreschi che rappresenta Ercole Di Nicola. «E non poteva fare altrimenti visto che sul tema della competenza territoriale ci sono sentenze della Cassazione che parlano chiaro». Si tratta di una sconfitta processuale per il pubblico ministero Elio Romano. Accolte le istanze delle difese. A Catanzaro, tanto per rendere l’idea, resta un solo caso di presunta frode sportiva, riguardante la squadra della città.
Il Gip Maiore ora trasmetterà gli atti ai tribunali di competenza. Poi, il pm che prenderà in carico il fascicolo formalizzerà di nuovo la chiusura delle indagini e chiederà il rinvio a giudizio al Gip.
I tempi di giudizio inevitabilmente si allungheranno.
@roccocoletti1
©RIPRODUZIONE RISERVATA

