Schwazer a Tagliacozzo Tempo record, ma non vale

25 Settembre 2015

Nel test al centro sportivo marsicano sarebbe stato il miglior risultato mondiale L’atleta, squalificato per doping fino ad aprile 2016, si è allenato a porte chiuse

TAGLIACOZZO. Riparte dalla Marsica la marcia di Alex Schwazer e sarebbe stato record mondiale dell’anno il suo tempo di 38'02''59, il secondo di sempre, se l’ex campione di marcia, oro olimpico della 50 km a Pechino nel 2008 e bronzo ai mondiali di Helsinki e Osaka, non fosse squalificato per doping. L'olimpionico, ritenuto colpevole di uso di sostanze dopanti – e reo confesso – alla vigilia dei Giochi di Londra 2012, ha scelto di prepararsi per nuovi traguardi, una volta scontata la squalifica ad aprile 2016, nel Centro sportivo comunale di Tagliacozzo “Luca Poggi”, una struttura immersa nella natura, e ha ottenuto un grande risultato. Ha effettuato un test sulla distanza dei 10.000 metri, uno degli sforzi decisivi nel percorso di riabilitazione. Schwazer, oro agli Europei di Barcellona, ha subìto la sospensione dall'attività agonistica da parte del tribunale nazionale antidoping fino al 29 aprile 2016. Durante la prova di ieri – rigorosamente a porte chiuse, perché a causa della squalifica non può allenarsi ufficialmente – era seguito da una équipe di specialisti. Prima dell'allenamento, nella sala consigliare del Comune, i professori Domenico Ronci e Dario D’Ottavio hanno comunicato i risultati della prima fase sul monitoraggio ematico al quale l’atleta è stato sottoposto da aprile 2015 fino a oggi, confermando la regolarità di tutte le analisi. «I motivi che hanno animato questo lavoro ha una base scientifica», ha spiegato Ronci, «mentre un secondo motivo è di ordine clinico e si rifà alla campagna nazionale per la salute e quindi a uno strumento di salvaguardia della salute. Un terzo motivo è quello di elaborare il suo passaporto ematologico. Alex», ha aggiunto, «ha fatto già 15 controlli ematici a sorpresa da aprile e non ha mai saltato un controllo».

Giulia Mancini, manager di Schwazer, ha sottolineato che «il campione paga tutte le spese autonomamente», e che «non ha volutamente sponsor, non ci sono loghi e questa è un’operazione “no marketing”». Erano presenti anche il maestro dello sport Sandro Donati e i tecnici Mario De Benedictis – quest’ultimo di Pescara – e Alessandro Pezzatini, oltre al legale Gerhard Brandstaetter e Gabriella Stramaccioni di Libera. La scelta di Tagliacozzo è arrivata per diversi motivi. Principalmente perché si tratta di una località a quasi 800 metri di altitudine e la struttura è immersa nel verde dei Monti Simbruini. Quindi un test significativo per iniziare a rientrare nel clima di gara. Inoltre, si tratta di un impianto con i requisiti peculiari per il programma riabilitativo che ha ottenuto il nullaosta dalla procura antidoping. Tutto il campo durante la sessione di allenamento è stato di esclusivo utilizzo dello staff di Schwazer. In quanto squalificato, il campione è sempre costretto ad allenarsi da solo e in orari in cui non sono previste sessioni di tesserati. Era vietata anche la presenza di giornalisti. Insomma, una condizione da vero “recluso”, che tuttavia non ha scoraggiato l’ex azzurro, anche alla luce del risultato.

Quella del marciatore altoatesino è stata quindi una sorta di verifica ufficiosa, anche se secondo lo staff è stata una prova cardine per lui, un bilancio del lavoro dal 1° aprile assieme al professor Donati, icona della lotta al doping.

Pietro Guida

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