Scorsini: Avezzano, avanti così Bruno: il Notaresco non molla

27 Febbraio 2023

AVEZZANO. All’Avezzano manca ancora il conforto della matematica, ma la vittoria ottenuta nell’anticipo di sabato a spese del Notaresco, ha tanto il sapore della salvezza conquistata ormai sul campo....

AVEZZANO. All’Avezzano manca ancora il conforto della matematica, ma la vittoria ottenuta nell’anticipo di sabato a spese del Notaresco, ha tanto il sapore della salvezza conquistata ormai sul campo. Partita temuta dai biancoverdi, perché di fronte avevano un avversario ancora più affamato e bisognoso di loro, per via di una classifica che contempla mestamente il penultimo posto. E a fine gara, mister Marco Scorsini non riusciva a trattenere un sorriso carico di soddisfazione: «Sono stati i tre punti forse più importanti dell’intera stagione, perché a dieci giornate dal termine vincere questo derby può significare il raggiungimento di un traguardo che ormai riusciamo anche quasi a toccare con mano». «Sapevo benissimo», prosegue il tecnico viterbese, «che questa sarebbe stata la classica partita spartiacque per entrambe, perché da una parte c’era il Notaresco che avrebbe venduto l’anima al diavolo per non perdere, mentre dall’altra c’eravamo noi che non vedevamo l’ora di toccare terra dopo sei mesi di navigazione». A fare da contraltare c’è Alessandro Bruno, da poco sulla panchina rossoblù. «E noi avevamo bisogno forse solo del risultato, perché la consapevolezza di aver disputato una buona gara e di tornare a casa con le tasche vuote, lascia tanto amaro in bocca». Rammarico indubbiamente, ma nessuno ha intenzione di mollare: «E ci mancherebbe», prosegue Bruno, «ci servono i punti e dobbiamo pensare solo a quelli se vogliamo salvare la categoria, per cui torneremo a lavorare con il fermo proposito di impegnarci a fondo ogni domenica». Al Notaresco non sono bastate le ottime prove di Gelsi e Scimia, perché manca una prima punta in grado di concretizzare il lavoro dei centrocampisti: «È un problema che abbiamo da sempre», conclude il tecnico, «ma i gol non devono pesare solo ed esclusivamente sulle spalle degli attaccanti, perché in campo si va in undici e le nostre occasioni sono capitate anche tra i piedi di altri e non averle concretizzate ha contribuito a incrementare la delusione che ci costringe a tornare a casa a mani vuote».
Plinio Olivotto
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