Scudetto, affari e lacrime per il Settebello Juve

E vicino all’Allianz Stadium spunta anche la bandiera del Pescara
TORINO. La festa è qui. Come al solito, almeno da sette anni. Per la gioia di tanti, l'invidia di altrettanti. Perché “la vita è una questione di Bianco e Nero”, sorridono da migliaia di magliette i fan della Vecchia Signora, i ”Gobbi”. Sì, la festa è qui. Ma stavolta c'è qualcosa di più, di diverso, di speciale. Stavolta la festa ha un di più irripetibile di fortissime emozioni, di sorrisi e lacrime, di abbracci e addii. È a un tempo la consacrazione nella storia della squadra di Max Allegri, di Dybala e Higuain, ma anche l'addio a una leggenda vivente della Juventus, del calcio italiano e non solo: Gianluigi Buffon. Una festa iniziata già la sera di venerdi, con le strade del centro invase dai tifosi. Uno spettacolo senza pari, a detta dei torinesi. Incredibile caleidoscopio di culture e ceti. Spettacolo unico vedere centinaia di maturi signori e eleganti signore uscire dagli hotel indossando la maglietta celebrativa sopra classici pantaloni grigi o sotto le giacche di sobri tailleurs per affollare ristoranti, bar e pizzerie tra corso Lagrange e Piazza San Carlo.
Il giro d’affari. Più chiassose e “casual” le decine di comitive di giovani dei club di mezza Italia, Francia, Svizzera e Belgio sbarcati in mattinata. “Tanta gente la sera prima delle partite neanche per la Champions l'abbiamo vista”, commenta l'addetta alla reception di uno degli hotel di riferimento del tifo bianconero, a due passi da Porta Susa. “La Juve è diventata una industria turistica, come il museo egizio o la fiera del libro”, dice Claudio, tassista di straordinaria simpatia, con due figli che giocano a calcio a 5 e col mito di Mammarella, portierone dell'Acquaesapone, che nei 20 euro per la corsa allo Stadium inserisce una fornitura di informazioni e statistiche. “Quest'anno il museo bianconero ha fatto 180mila presenze, decine di migliaia di pernottamenti e coperti in più per la città. Da quando c’è lo Stadium è tutto un crescendo. Anche se in città la maggioranza tifa Toro”. Ma ciò nonostante erano circa centomila sulle strade del bus scoperto durante la passerella trionfale dei bianconeri, sabato. Del resto già a mezzogiorno le strade che portano allo Stadium erano riempite di cori e dell'allegria del tifo.
Il tocco pescarese. Tutti sanno che all'interno troveranno ricche coreografie già allestite ma nessuno rinuncia alla personale integrazione. Nemmeno Antonio, pescarese, arrivato da viale Bovio nel 1966, che sul balcone del suo appartamento, allo sbocco di corso Molise nell'area stadio, espone fiero una bandiera del Pescara. “Non ci rinuncio mai” dice dalla finestra, mentre la moglie lo osserva divertita. “Loro sono i campioni, ma lu Piscar' è lu Piscar!”. Un condomino, accanto alla sua bandiera juventina annuisce: “Ci siamo arresi, ha preso tutto da noi, pure la moglie, ma guai se gli tocchi il Pescara”. Arriva il pullman dei campioni, esplode l'entusiasmo. Dentro lo Stadium salgono i decibel. Si inizia. È festa. È commozione. È ovazione a ogni gesto di Buffon. La folla lo acclama, lo vorrebbe sotto la curva anche durante la gara. Lui la accontenta dopo l’interminabile, trionfale struggente uscita dal campo, in un infinito abbraccio tra applausi, selfie e lacrime. Poi c'è l'affettuoso saluto a Lichtsteiner. Intanto i fans chiedono “Allegri facci un saluto” e il conte Max IV, stavolta fino al 90' con la giacca impeccabilmente indossata, li accontenta timido ma affettuoso. Del resto per i più ormai “Allegri uno di noi!”. La partita sfuma, la festa esplode. La pioggia temuta è solo uno scroscio, la sfilata in bus, la prima dopo Conte, tarda ma si fa. Ed è un carnevale infinito di colori e osanna. Non manca nemmeno l'incidente. Un Tir trasformato in disco-pub tenta di infilarsi nel corteo ma finisce agganciato ai cavi del tram. Fortuna che una mano previdente ha staccato la corrente. Cosi è solo paura per sei.
La festa dopo la partita. In città invece la festa prosegue fino a notte fonda. Verso le 11 di sera la squadra e i dirigenti si appartano all'OGR, vecchia grande officina recuperata in pregiata area ludica e ristorazione. Allegri si unisce solo dopo una parentesi in famiglia, a godersi il trionfo tra gli affetti più cari in un riservato locale della cintura. Da domani già al lavoro per l'ottavo... Una festa in grande stile, dunque, per il settimo scudetto consecutivo, il nono del Terzo Millennio per i bianconeri, oltre i due revocati. Nei campionati importanti solo il Lione ha saputo fare altrettanto (ma prima che arrivassero gli sceicchi al Psg), mentre il Real e il Bayern si sono fermati a 5. Come l'Inter, che nel conto mette quello “ereditato” proprio dai bianconeri nel 2006. Una festa di incredibile partecipazione popolare, di coerografie spettacolari, che la società ha curato con incredibile spiegamento di forze per la sicurezza (oltre 200 steward extra, tra i quali anche un piccola pattuglia di rinforzi inviati dalla Pescara servizi di Recinella senior) non meno che per il merchandising. Su questo fronte i numeri sono da capogiro. Si parla di oltre diecimila magliette celebrative andate a ruba in poche ore (85,95 euro l'una, altre 15 per la personalizzazione), più un numero imprecisato di “vecchie”, usate in stagione, le seconde e le terze, quelle della Coppa Italia, di Napoli e da allenamento, in listino da 19 a 50 euro l'una. Oltre sciarpe e tutta la gadgettistica, da apribottiglie a portachiavi. Insomma, fatturato da oltre un milione di euro che probabilmente si raddoppia considerando i punti vendita fuori dall'Allianz Stadium. E senza parlare dell'indefinita galassia del “taroccato”.
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