SE GLI ULTRÀ INSEGUONO L’ICONA E NON LA MAGLIA
L’estate della rivoluzione sulle panchine si porta dietro grandi colpi e polemiche. Non a caso, appena l’Inter ha annunciato quello che tutti sapevano, ovvero l’ingaggio di Antonio Conte, si è...
L’estate della rivoluzione sulle panchine si porta dietro grandi colpi e polemiche. Non a caso, appena l’Inter ha annunciato quello che tutti sapevano, ovvero l’ingaggio di Antonio Conte, si è scatenato il dibattito nella tifoseria. Ovviamente, sui social. Nell’arena in cui i colpi bassi sono la normalità. L’icona della juventinità all’Inter? Un insulto all’ortodossia nerazzurra. E così tutti a ricordare il suo passato bianconero e a vivisezionare le interviste per cercare di evidenziare qualche passaggio ambiguo. E poi la squalifica del calcioscommesse! Come se Conte non fosse un professionista e se non avesse già pagato per una presunta ombra del passato. Ma l’imbarazzo è trasversale. Via alla petizione per togliere la stella di Antonio Conte all’Allianz Stadium per “tradimento”. Gli juventini sono piuttosto freddi su Sarri, per anni tecnico del Napoli rivale della Vecchia Signora. Ha duellato con Allegri in campo e fuori: bel gioco contro pragmatismo, ricordate? E gli juventini dalla parte di Max forti del motto: “L’importante non è partecipare ma vincere”. E ora Sarri è in procinto di sedere sulla panchina bianconera con il suo sarrismo. A Roma ai tifosi giallorossi si sono drizzati i capelli nel sentire che la società è sulle tracce di Mihajlovic, il tecnico che porta la mano al cuore nel rispondere agli applausi dei laziali. E così via. Si dirà: tutta colpa del calcio business, non ci sono più bandiere. No, non è così, perché la storia è piena di trasferimenti inimmaginabili. Esempi ce ne sono a bizzeffe, solo che adesso è tutto più amplificato. Ci sono i social a dilatare polemiche e imbarazzi. Che la maglia conti più di chi la indossa è scontato. Solo che nel calcio come nella politica, la casacca e l’ideologia hanno assunto sempre più un ruolo marginale rispetto al leader. A quel trascinatore cui ci aggrappiamo quando ci sentiamo insicuri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

