“Se vinco torno a piedi” Ronci mantiene la promessa

3 Maggio 2018

CHIETI. «Se vinco all'Angelini, torno a casa a piedi». Donato Ronci ha mantenuto la parola. Dopo l'impresa di martedì contro il suo ex Chieti (0-1, gol di Sanchez), l'allenatore dello Spoltore è...

CHIETI. «Se vinco all'Angelini, torno a casa a piedi». Donato Ronci ha mantenuto la parola. Dopo l'impresa di martedì contro il suo ex Chieti (0-1, gol di Sanchez), l'allenatore dello Spoltore è tornato a piedi a Santa Teresa. "Mister, adesso ti tocca", gli hanno detto i giocatori nello spogliatoio. Ronci si è fatto dodici chilometri a piedi ed è tornato a casa alle 21, prima di andare a cena con la famiglia, la squadra e il presidente Sabatino Pompa per festeggiare un risultato storico per la società pescarese e godersi la rivincita personale con Marino, che prese il suo posto a Chieti nell'anno della gestione Pomponi. Domenica lo Spoltore giocherà a Pineto (ore 16) la finale dei play off regionali con il Paterno che nell'altra semifinale ha vinto 2-1 con il Martinsicuro. La stagione del Chieti, invece, è già finita e l'avventura di Giulio Trevisan è al capolinea. Il presidente neroverde lascia la società, accontentando i tifosi che dopo la sconfitta lo hanno contestato duramente, chiedendogli di andare via. «La mia avventura è finita», spiega Trevisan. «Era già finita dopo la contestazione di dicembre, ma per onestà nei confronti della squadra e della tifoseria avevo deciso di portare avanti la stagione, garantendo gli stipendi e cercando di dare continuità al progetto. Mi avrebbe potuto trattenere solo una eventuale promozione in serie D». Quale sarà il futuro del Chieti? «Ho avuto diversi contatti, ma è prematuro. Datemi tempo per valutare. Bisogna trovare persone serie e oneste perché questa città ha già sofferto tanto. Io ho fatto tutto per spirito di servizio e ora mi faccio da parte per fare spazio a qualcuno più bravo di me. Non chiederò nulla a chi vuole subentrare. Non è un problema di soldi. Chi verrà troverà una società sana che ha pagato tutto e tutti, un parco giocatori di proprietà, un settore giovanile avviato e il campo di allenamento a Cepagatti. C'è solo da trovare persone di buona volontà che abbiano la capacità di investire». Gli ultrà Ottantanove Mai Domi, dopo la contestazione allo stadio rivolta anche ai giocatori, hanno rincarato la dose con un duro comunicato contro Trevisan, parlando di «pressappochismo e dilettantismo nella gestione societaria in una delle stagioni più fallimentari della storia del Chieti». Tra le critiche più frequenti c'è quella di non aver strutturato la società con un direttore sportivo e uno generale e quella di non aver allestito la squadra con giocatori di categoria superiore in grado di vincere il campionato «perché per una città come Chieti è una vergogna non vincere l'Eccellenza».
«Se il finale è stato questo, vuol dire che degli errori sono stati commessi, ma non mi rimprovero nulla», conclude Trevisan. «Siamo arrivati a fine campionato con le batterie scariche». «I giocatori più importanti sono fuori forma», è la resa del tecnico Marino. «Sono venuti fuori tutti i nostri limiti. Ci è mancata la qualità. Mi dispiace per i tifosi».
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.