Sebastiani: «Il 2015 del Pescara è da 9»

22 Dicembre 2015

«Società sana e squadra competitiva. A gennaio i gioielli rimarranno»

PESCARA. Il presente e, soprattutto, il futuro. La corsa alla serie A, le evoluzioni societarie e il calciomercato. Il 2015 sta per concludersi e Daniele Sebastiani esce allo scoperto, svela le novità del Pescara e dà i voti alla stagione in corso e all’anno che sta per terminare.

Presidente Sebastiani, il girone d’andata sta per finire e con esso anche il 2015. Che bilancio si sente di tracciare?

«Positivo, molto positivo. Alla squadra posso dare tranquillamente più di 8 e al Pescara in generale, calcolando tutto il 2015, un bel 9».

Alla società?

«Anche, perché abbiamo lavorato bene. Dopo la passata stagione abbiamo allestito una rosa competitiva, con tanti giocatori di proprietà. Non solo, sono stati alleggeriti i conti e la situazione debitoria è stata sgravata di parecchio, quasi estinta. Ci sono solo dei pregressi, come il debito Iva che è stato rateizzato».

Però l’ultimo bilancio è stato chiuso con una perdita di 4 milioni e 600mila euro.

«Ho detto più volte che la perdita è relativa alla quota d’ammortamento dei calciatori. La società è sana».

Ora, però, quelle perdite bisogna ripianarle.

«A gennaio faremo un punto della situazione e provvederemo a mettere le cose a posto».

Con una ricapitalizzazione?

«Si, circa 3 milioni di euro».

Anche Danilo Iannascoli, che ha il 30% delle quote, sarà d’accordo, calcolando che ultimamente si è defilato in aperto conflitto con lei?

«Vedremo. E’ un socio importante e con lui personalmente non ho nessuno problema. Abbiamo idee diverse sulla gestione del club».

Ricapitalizzazione alle porte, dunque, ma potrebbe evitarla se dovesse fare cassa con qualche cessione?

«Ribadisco che il Pescara deve autofinanziarsi in questo modo, come fa l’Udinese. Ci sono dei giocatori ambiti, ma non abbiamo necessità di fare cassa».

Lapadula, però, ha diverse richieste, tipo Juve e Sampdoria. Lei è stato chiaro: per il suo attaccante servono più di 5 milioni di euro, giusto?

«La Juve non mi ha mai chiesto Lapadula. Faccio un piccolo esempio, se la Juve può vendere Pogba per 70-80 milioni di euro, perché non posso vendere io, “piccolo Pescara”, Lapadula a certe cifre? Società come la nostra può garantirsi un futuro roseo solo così, ma senza indebolire la squadra».

Il monte-ingaggi dei tesserati, dalla prima squadra al settore giovanile, è abbastanza elevato?

«Spendiamo circa 7,5 milioni di euro e superiamo gli 11 milioni con la gestione totale. Ora punteremo anche a valorizzare il settore marketing, che da pochi giorni è tornato in mano alla società. Abbiamo interrotto il rapporto con Infront e Gsport e, adesso, saranno i nostri uomini a gestire il tutto. L’obiettivo è arrivare a 2 milioni tra pubblicità e merchandising».

Quante possibilità ha il Pescara di andare in A?

«Secondo me più del 50%. La squadra è più forte dell’anno scorso, quindi...».

Quindi, Caprari e Lapadula non andranno via.

«Sono i nostri gioielli e vogliamo tenerceli stretti».

Lei è pronto per rinforzare la squadra a gennaio?

«Certo, faremo delle operazioni mirate senza farci prendere dalla fretta. In passato alcuni errori nel mercato di gennaio li abbiamo pagati a caro prezzo. Prenderemo un difensore, anche se il rientro di Campagnaro è importantissimo. Hugo può fare la B con la sigaretta in bocca. E’ un giocatore di altissimo livello e sarà determinante per noi. Tuttavia, non rimarremo a guardare. Prima dovranno uscire 3 giocatori in lista, poi provvederemo a rimpiazzarli».

Riscatterete qualche prestito?

«Sì, Crescenzi. Al 90% a giugno lo riscatteremo dalla Roma».

Cocco, è tornato al centro del progetto o sarà ceduto?

«Lo scriva: Cocco non va via. E’ un giocatore troppo importante per noi».

E nel progetto futuro societario chi arriverà?

«Al momento nessuno. Ho sentito del rientro di Antonio Martino, e l’ingresso di nuovi soci, ma non c’è nulla di concreto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA