Sebastiani: mi tengo Machìn e puntelleremo l’organico

Il patron si gode il primato: «Serie A? Ad aprile faremo i conti, anche nell’anno di Zeman non eravamo i favoriti... A gennaio non romperemo gli equilibri»
PESCARA. Si gode il primato ed è pronto, se dovesse servire, a puntellare il Delfino. «Non mi sarei mai aspettato di vedere così in alto questa squadra». Stringe mani e dispensa sorrisi. Daniele Sebastiani è raggiante dopo una stagione, quella passata, vissuta con l’incubo retrocessione. «Sinceramente, non mi sarei mai aspettato dopo così poco tempo di occupare il primo posto. Ripeto, però, che ora parlare di serie A non serve, a marzo-aprile faremo i conti e capiremo dove potremo arrivare. Eravamo partiti con altri obiettivi, ma adesso bisogna continuare a lavorare», sottolinea il massimo dirigente pescarese alla festa delle Donne Biancazzurre.
«Il campionato è molto lungo e ci sono almeno 10 squadre in grado di lottare per la promozione in serie A». In molti, però, paragonano il Pescara di Pillon a quello di Galeone, che nel 1992 conquistò la serie A con una squadra costruita per la salvezza. «Che devo dire? Spero che sia davvero così», sorride Sebastiani. «Anche nel 2012 con Zeman il Pescara non era una squadra costruita per la promozione e poi alla fine abbiamo vinto il campionato di serie B macinando record su record. La stessa cosa è accaduta anche nell’anno in cui abbiamo centrato la serie A con Massimo Oddo in panchina».
Il primo posto in classifica fa tornare a sognare i tifosi che hanno iniziato ad amare Bepi Pillon. «Il nostro allenatore è stato bravissimo a ricostruire un gruppo dopo le macerie dell’anno scorso. Pillon è arrivato con umiltà, ha salvato la squadra e adesso sta facendo un gran bel lavoro. Sono molto contento». Il 62enne di Preganziol è riuscito a rilanciare Machìn, che sta giorno per giorno diventando l’uomo mercato del Delfino. «Il suo contratto scade nel 2022 e il suo agente ultimante ha parlato un po’ troppo a tal riguardo, ma è giusto così perché deve fare il suo lavoro. Machìn è un giocatore del Pescara e deve pensare a lottare per questa maglia. L’abbiamo riscattato dalla Roma perché crediamo fortemente in lui e sono sicuro che nel giro di poco tempo calcherà palcoscenici molto importanti. Ribadisco che non abbiamo intenzione di vendere nessun giocatore», continua il patron biancazzurro, che spiega le mosse future: «A gennaio l’importante sarà non rompere il giocatolo e non alterare gli equilibri dello spogliatoio. Però, se dovesse servire, faremo delle operazioni per puntellare la squadra, anche se penso che il mercato invernale sia sempre un rebus ed è difficile trovare giocatori importanti».
Acquisti mirati, dunque, e la conferma dei pezzi migliori, come Mancuso. «Mancuso l’anno scorso è stato venduto forse “frettolosamente” alla Juve? Non è così perché per Mancuso ci siamo tenuti il 50% della futura rivendita, come abbiamo fatto con la Roma per Machìn», puntualizza Sebastiani, che ieri aveva in programma un vertice a Bucarest con Corneliu Andrei Stroe, presidente dell’Universitatea Craiova, club romeno allenato da Devis Mangia. «Dovevo andare a parlare di alcuni atleti che ci interessano», dice il massimo dirigente pescarese, «ma abbiamo rimandato di una settimana». In verità Sebastiani deve sistemare anche la percentuale sulla rivendita dell’ex biancazzurro Alexandru Mitrita, ceduto l’anno scorso al Craiova, che sta per essere ceduto dal club romeno. Per il mercato però c’è tempo. «Pensiamo alla sfida con lo Spezia. Affronteremo una squadra che era partita a fari spenti, ma che sta facendo molto bene grazie all'ottimo lavoro del suo allenatore (Marino, ndr) che stimo tantissimo».
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