Sebastiani: serve cinismo, paghiamo i tanti infortuni

23 Novembre 2016

Il presidente: «Non siamo allo sbando e a gennaio prenderemo i rinforzi» Il socio uruguaiano Mesa: «In Sudamerica stiamo cercando altri Torreira»

PESCARA. I numeri non lasciano scampo. Il Pescara con la trasferta dell'Olimpico chiuderà probabilmente la serie di gare impossibili di questo primo scorcio di campionato, per poi concentrarsi su impegni più alla portata, almeno sulla carta, decisamente vitali per la permanenza in serie A. Con Cagliari, Crotone, Bologna e Palermo c'è bisogno di fare punti, ma soprattutto di non ripetere l'atteggiamento avuto nello scontro diretto con l'Empoli. Il presidente Daniele Sebastiani, ieri, si è concesso alla stampa ribadendo più volte il concetto dell'equilibrio: «Sicuramente non è una situazione piacevole», ha esordito Sebastiani. «Ad inizio campionato non avremmo mai pensato di arrivare a questo punto. Mi auguro che per le prossime partite il mister abbia a disposizione l'intera rosa, perché con sei giocatori fuori non si può fare più di tanto. Quei giocatori in questione, li abbiamo presi per farli giocare e a causa di vari infortuni non possono farlo con continuità. In questa settimana rientreranno in gruppo, dopodiché ci appresteremo a questa volata finale del girone d’andata che ci dovrà consentire di rimanere agganciati al gruppone che lotta per la salvezza. A gennaio faremo le nostre valutazioni con il mister e i direttori e vedremo il da farsi. Se ci sarà da intervenire, lo faremo senza problemi».

Tornando alla gara di Torino e ai numeri che danno il Pescara subire sempre di più nei secondi tempi, si è espresso così: «Il Pescara corre sempre fino alla fine. Penso che ci siano delle differenze evidenti tra le ultime quattro squadre di questo campionato rispetto a tutte le altre. Queste differenze sono dovute solo ed esclusivamente ad un fattore economico. Per esempio domenica allo Stadium uscivano per riscaldarsi giocatori da circa 25/30 milioni a colpo e, purtroppo, la differenza è li, non ce ne sono altre. E' evidente che contro la Juventus se lasci mezzo spazio ti punisce. La serie A è questa e noi dobbiamo imparare ad essere più cinici lì davanti perché quando ci capita l'occasione dovremmo metterla dentro. Abbiamo bisogno anche di un pizzico di fortuna che fino ad ora non c'è stata. Magari con la prima vittoria questi ragazzi avranno più consapevolezza nei propri mezzi».

Sulle critiche dei giorni scorsi, il presidente dei biancazzurri difende tutti a spada tratta: «Non mi sembra una squadra allo sbando e non mi sembra che l'allenatore sia diventato l'ultimo deficiente della terra così all'improvviso; in questi giorni mi capita sentire anche questo. A giugno se avessi fatto qualche operazione di mercato in uscita sui giocatori attuali magari la città si sarebbe rovesciata. Dobbiamo essere equilibrati e noi della società lo sappiamo e sicuramente lo siamo. Il tifoso è chiaro che può cambiare idea di partita in partita, come la stampa, ma noi, come società, dobbiamo mantenere sempre l'equilibrio».

Parole di fiducia anche da Victor Mesa che prospetta un asse di mercato sudamericano nella finestra di riparazione: «Io ho molto fiducia nella squadra», ha detto il socio uruguaiano del Pescara. «Il momento non è sicuramente dei migliori ma dobbiamo aspettare perché il campionato non è finito. Ci sono due campionati in uno. Quello del Pescara è con altre tre o quattro squadre che sono più accessibili, ma dobbiamo ancora incontrarle tutte. La partita con la Roma all'Olimpico è molto difficile come quella che abbiamo affrontato con la Juventus. Sono due squadre che hanno entrate multimilionarie ed è difficile competere con loro. Dobbiamo aspettare il mercato invernale per risolvere il problema infortuni. Dobbiamo capirne bene la gravità; la mia idea personale è quella di poter trovare almeno due rinforzi in questo mercato. Luca Leone è in Sudamerica per sondare il mercato e parliamo tutti i giorni per poter portare qui a Pescara qualche giocatore che possa ripercorrere le orme di Torreira».

Riccardo Di Persio

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