Senso di appartenenza e sacrifici sono la benzina che permette al San Francesco di stupire

7 Febbraio 2018

Marco Proia, aquilano doc, ha compiuto 50 anni il 6 luglio scorso. Mezzo secolo speso in gran parte sui campi di calcio. Nelle vesti di implacabile goleador, ma anche di allenatore. Ruolo che gli sta...

Marco Proia, aquilano doc, ha compiuto 50 anni il 6 luglio scorso. Mezzo secolo speso in gran parte sui campi di calcio. Nelle vesti di implacabile goleador, ma anche di allenatore. Ruolo che gli sta dando altrettante soddisfazioni. Il suo San Francesco, infatti, reduce dal pari ad occhiali colto sul campo della rivale diretta Real Castelnuovo, occupa il secondo posto del girone A di Seconda categoria, a -2 dall'Ornano. In lizza per la vittoria finale, assieme al già citato Real Castelnuovo, terzo a quattro lunghezze di ritardo, ma con una gara in meno. «Siamo lì», commenta l'interessato diretto, «e ce la giochiamo sino alla fine, pur non avendo gli stessi mezzi delle concorrenti, attrezzate col preciso obiettivo del primo posto. Siamo una bella realtà, ma partiamo da presupposti totalmente diversi. Frutto di un progetto stilato da un gruppo di amici, che dopo aver a lungo militato in questo club, ora ne sono diventati i dirigenti. Persone comunque giovani e, per i motivi di cui sopra, legatissime al club. Del resto», prosegue mister Proia, «è proprio il grande senso di appartenenza a contraddistinguere chi ne fa parte. Un discorso, questo, non limitato ai soli dirigenti, ma esteso anche alla squadra, formata da tutti ragazzi del posto. Che non percependo, a differenza di altri club, alcun compenso, meritano di essere elogiati in blocco per la grande passione e professionalità con cui, a prezzo di grossi sacrifici personali (la maggior parte di essi, infatti, lavora o studia, ndc), si allenano. Di sera e due volte a settimana». Un passato illustre da goleador, con oltre 200 reti (nelle file di Amiternina, Celano, Luco e Santegidiese, tra l'allora Interregionale e l'Eccellenza), tre promozioni ed una Coppa Italia di Eccellenza conquistate, Proia si sta ripetendo anche nel nuovo ruolo. Da allenatore infatti, prima di fermarsi per un po' di anni (quelli successivi al drammatico sisma aquilano del 2009), l'ex bomber ha collezionato, tra Barisciano, Paganica, Montereale, Fossa, Carsoli e Tornimparte, due promozioni e altrettante Coppe Abruzzo. Cui va aggiunto il terzo posto della stagione scorsa, sempre col San Francesco. «Rispetto ad un anno fa», sottolinea, «la squadra è cambiata, aumentando il proprio tasso generale d'esperienza. Questo grazie agli arrivi di gente navigata come Carosi, Cusella o i fratelli Cianfarano. Atleti con svariati campionati di categoria superiore alle spalle».
Insomma, la società le ha chiesto di vincere... «Niente affatto», replica, «dato che come un anno fa, l'unica richiesta pervenutami è stata quella di far divertire questi ragazzi e tenere alto il buon nome del club attraverso una condotta esemplare, dal punto di vista sportivo».
E chi meglio di Proia dunque, protagonista, poco più di un anno fa, di un bel gesto di fair play (fece annullare dall'arbitro un gol segnato con una mano da un suo calciatore, ndc), valsogli un premio da parte del Panathlon dell'Aquila.(s.d.s.)
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