Serbia troppo forte, azzurri ko con onore

14 Settembre 2017

Europei, l’Italbasket male al tiro e ai rimbalzi. In semifinale la squadra di Djordjevic

ISTANBUL. L'Italia è fuori dagli Europei di basket. Gli azzurri del ct Ettore Messina sono stati battuti dalla Serbia, argento olimpico a Rio 2016, nel quarto di finale giocato ieri a Istanbul. Finisce 83-67 (parziali 17-18, 33-44, 48-59) per gli uomini di Djordjevic, che guadagnano il pass per la semifinale contro la Russia (domani alle 20,30, l’altra sfida è Spagna-Slovenia, oggi alle 20,30). Tanti, troppi gli errori al tiro degli azzurri (22/58, solo 8/29 da tre), che sotto il proprio canestro concedono centimetri e rimbalzi ai lunghi serbi (19-44 l’impietoso confronto). E il parziale del secondo quarto (16-26) è quello che alla fine fa la differenza, al di là del crollo finale quando ormai era tutto compromesso. Belinelli chiude da top scorer con 18 punti ma con 5/17 dal campo: la gabbia organizzata per lui da Djordjevic è stata perfetta. Eppure l’Italia comincia come spesso ha fatto durante questi Europei: difesa forte e pazienza in attacco con parziale d’apertura di 5-0. Il primo canestro della Serbia arriva addirittura dopo quattro minuti e mezzo ma anche gli azzurri fanno fatica a trovare la retina, sbagliando parecchi tiri, e a 3’ dalla fine del primo quarto arriva il sorpasso (7-8). Ma l’Italia è in partita e le triple di Filloy e Belinelli sono la risposta migliore alla fisicità serba, col primo parziale che va in archivio sul 17-18. I raddoppi azzurri, però, cominciano a perdere pericolosamente d’efficacia. Si va al riposo lungo sul 44-33. Partono meglio gli azzurri nel terzo parziale ma Belinelli non è in gran serata e gli errori al tiro cominciano a pesare, col tabellone luminoso che vede il quintetto di Djordjevic fare le prime prove di fuga. All’ultimo periodo la Serbia è avanti di 11 (48-59). L’intensità difensiva di Datome non basta ad arginare la valanga serba e la Serbia allunga, trascinata da Bogdanovic (22 punti). Le energie, anche mentali, vengono così via via esaurendosi e all’Italia non resta che tornare a casa.