Serie B, i tifosi del Lanciano in piazza. D'Aversa: "Sono sicuro: ci salviamo"

Protesta ultras sotto la sede della Virtus: cori per l'ex presidente Angelucci. Il tecnico sfodera ottimismo e giustifica la proprietà
LANCIANO. Lo striscione parla chiaro: "Lanciano siamo noi: pretendiamo rispetto!". E i cori lasciano intendere la spaccatura profonda tra la curva e la famiglia Maio: "C'è solo un presidente...", ossia Ezio Angelucci, numero uno rossonero negli anni '80 e dal 1997 fino alla sua morte nel 2003. I tifosi hanno protestato sotto la sede della società in via De Crecchio dopo una settimana caratterizzata dall'addio di giocatori importanti come Piccolo, Paghera, Puccino e dalla conferenza stampa dei Maio che hanno annunciato la rifondazione della squadra.
Una rifondazione per cui occorrono dei soldi che non ci sono. Anzi, è proprio con tagli ed eventuali cessioni che la famiglia Maio vuol far quadrare i conti. Una rifondazione, dunque, che rischia di essere un ridimensionamento che, logicamente, non va giù ai tifosi.
La piazza è bollente, la proprietà in fibrillazione e il tecnico Roberto D'Aversa si trova in mezzo alla tormenta. Ma l'allenatore della Virtus non molla e rilancia di fronte al momento difficile per la società e la squadra: «Sono convinto di poter riuscire a salvare questa squadra nonostante le difficoltà ora siano aumentate». Ad ogni modo D'Aversa ha fatto precise richieste su cessioni e arrivi da qui alla fine del mercato: «Allora tirerò le mie conclusioni», ha aggiunto.
Il tecnico ha anche commentato lo sfogo di Valentina e Guglielmo Maio verso i calciatori partiti, definendolo eccessivo, ma allo stesso tempo capendo il momento difficile che sta attraversando il club dal punto di vista economico e le pressioni che sta subendo la fagmilia Maio.


