Serra “saracinesca”: così si è preso il Chieti Pollio torna in società

Il portiere in vetrina: «Voglio vincere e andare in C» Il presidente onorario fa pace e ritira le dimissioni
CHIETI. Pace fatta. Cristian Pollio ritira le dimissioni e resta presidente onorario del Chieti. Il giorno dopo il comunicato della società, che aveva respinto le sue dimissioni, è arrivata la risposta del dirigente teatino. «I confronti, quando sono schietti e sinceri, portano sempre beneficio», dice Pollio. «Dopo le mie dimissioni, tutti, nessuno escluso, hanno fatto in modo di ricreare le condizioni per restare uniti con l’obiettivo comune di pensare al bene del Chieti calcio. Ci vediamo a casa nostra, all’Angelini».
Ristabilita l’armonia a livello societario, è tempo di pensare solo alla trasferta di domenica a Riano con il Roma City. I neroverdi vanno a caccia della prima vittoria esterna. Finora il bilancio dopo due giornate è di quattro punti e zero gol subiti. Se la porta è rimasta inviolata, il merito è di Francesco Serra. Il 21enne portiere torinese, dopo un’estate trascorsa con le valigie in mano e il sogno di approdare nei professionisti, oggi è l’uomo copertina della squadra di Chianese. Con le sue parate ha salvato i neroverdi e ha superato nelle gerarchie l’altro portiere fuoriquota Antignani.
A Chianese poco importa se Serra non è più under e se, per farlo giocare tra i pali, dovrà schierare un fuoriquota in più come giocatore di movimento. Il portiere titolare è lui, il figlio del presidente neroverde Ettore. Ma quella del “raccomandato” che gioca solo perché è il figlio del patron è ormai una storia vecchia. «Non mi sento più questa etichetta addosso già dallo scorso anno», spiega il portiere neroverde, «e le ultime prestazioni sono solo la conferma del mio percorso di crescita e della fiducia che mister e società hanno sempre avuto in me. Il segreto? Tanto allenamento dentro e fuori dal campo. Un vecchio allenatore mi diceva sempre: “Mai perdere il morale. Vincere sempre oppure imparare”. Io non ho mai mollato». Da qui il soprannome “samurai” che Serra si porta dietro da quando ha iniziato a giocare. Di strada ne ha fatta tanta e oggi difende la porta del Chieti. Con l’Atletico Ascoli ha parato un rigore, domenica è stato decisivo nel derby con L’Aquila con tanti interventi, di cui uno prodigioso sul colpo di testa di Brunetti. «Le parate diventano difficili quando sono decisive», dice Serra. «Metterei sullo stesso piano sia quella di Ascoli sia quella con L’Aquila. La porta inviolata? Sono contento, ma il merito è di tutta la squadra. Quattro punti sono un buon bottino. Ora pensiamo al Roma City. Se restiamo umili e concentrati, questo Chieti può arrivare in alto». Il sogno di Serra è giocare in serie C. «In estate potevo andare via. Avevo diverse proposte dai professionisti, ma nessuna mi allettava come quella del Chieti. Qui conosco la piazza e c’è un progetto ambizioso. Voglio vincere qui».
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

