Sfuma il sogno azzurro, passa l’Olanda

30 Giugno 2019

Le ragazze di Bertolini si fermano ai quarti, condannate da due gol di testa su calcio da fermo. Finisce tra le lacrime

VALENCIENNES (FRANCIA). Sconfitte dal caldo, stremate dalla fatica, le ragazze di Milena Bertolini escono a testa alta dal Mondiale dopo la storica impresa di aver riportato l’Italia fra le prime 8, dopo 20 anni. Passano le olandesi, più forti tecnicamente e fisicamente, ma le azzurre non hanno da rimproverarsi nulla a parte qualche occasione che nel primo tempo avrebbe potuto cambiare la partita. Sotto il sole a picco delle 15, orario contestato da entrambe le squadre, le azzurre sono colate a picco nel secondo tempo, quando avevano dato ormai tutto. Molte lacrime alla fine, ma è di più l’orgoglio per un’impresa indimenticabile, il calcio in Italia da adesso è anche donna. «Non abbiamo giocato alla pari», ha sottolineato il ct, «le olandesi sono professioniste». Il pallone al femminile ha dimostrato di avere qualità e di essere un grande spettacolo, milioni di italiani hanno sofferto per le ragazze della Bertolini davanti alla tv, battendo record su record. Ed ha messo in mostra anche valori diversi, più autentici, che hanno riportato indietro agli anni gloriosi di un calcio rimasto sepolto negli almanacchi.
Nella fornace di Valenciennes la banda azzurra ha retto un solo tempo, concedendo non soltanto centimetri e muscoli alle olandesi ma anche due pulite palle gol fallite prima dalla Bergamaschi poi da una Giacinti che non si è arresa fino alla fine, quando si è accasciata sul prato a piangere come una bambina. Le compagne l’hanno aiutata ad alzarsi e ad andare sotto lo spicchio di curva dei tifosi azzurri. A ringraziare, applaudire e continuare a piangere. Dall’altra parte, l’onda arancione delle migliaia di tifosi olandesi arrivati da casa in gita con un paio d’ore di strada, celebrava il passaggio in semifinale delle ragazze guidate in campo dalla centravanti Miedema, autrice del gol che al 25’ ha tagliato le gambe alle azzurre. Poi, 10’ più tardi, è arrivato il sigillo di Van der Gragt, con le azzurre ormai in ginocchio. Resta però moltissimo di quest'Italia, che adesso a gran voce chiede il passaggio del calcio donne al professionismo.
Tullio Giannotti