Sguardi, urla e incitamenti duello tra amici in panchina

11 Luglio 2020

Show a distanza tra Sottil e Cosmi che 15 anni fa sono stati insieme al Genoa

PESCARA. Solita cornice desolante, ma in campo non ci si annoia. Peccato, se la gara si fosse giocata a porte aperte, il pubblico si sarebbe emozionato come raramente è accaduto nella stagione in corso. Pescara e Perugia si affrontano a viso aperto, affondano i colpi, li incassano, cercano di superarsi a ogni costo in una gara bellissima. Purtroppo, solo poco meno di 300 persone (squadre comprese) hanno la possibilità di godersi lo spettacolo dal vivo. In campo entrano prima gli arbitri, poi i calciatori biancorossi e infine i biancazzurri. Tra i tanti ex e vecchi amici fioccano i saluti, non gli abbracci, nel pieno rispetto del distanziamento.
Duello sulle panchine. Ogni tanto si cercano con lo sguardo anche Andrea Sottil e Serse Cosmi. Si conoscono dai tempi di Genova, esattamente da 15 anni, quando l’attuale tecnico del Perugia guidava il Grifone e Sottil era un punto fermo della retroguardia dei rossoblù che vinsero il campionato di serie B (promozione poi revocata). Da allora hanno un bel legame affettivo, ma in occasioni del genere è vietato impietosirsi. In palio ci sono punti pesanti per salvezza e Sottil inizia la sua avventura alla guida del Pescara accompagnando con mani e voce ogni azione della sua squadra. La carica del 46enne torinese è continua e per buona parte del primo tempo sortisce gli effetti sperati. Forse, inizialmente, Cosmi si trova un po’ spiazzato nel vedere un collega più pressante di lui in quanto a urla e richiami. L’allenatore del Pescara mena le danze dalla panchina, i biancazzurri recepiscono gli input, schiacciano gli umbri nella loro metà campo, segnano con Galano e sciupano un paio di chance.
Poi, quando Maniero rifila a Vicario la seconda sberla della serata, il tecnico del Perugia si sveglia dal torpore e torna il Cosmi conosciuto anche in riva all’Adriatico (2014). Anzi, in realtà, prima di lui ci pensa il suo vice a scuotere i biancorossi con grida sovrumane. È Fabio Bazzani, ex attaccante di Lazio e Sampdoria, che alla fine della carriera da calciatore vestì la maglia del Pescara in C nel 2008-2009. Proprio Bazzani, poco prima dell’intervallo, sale in cattedra posizionandosi per qualche minuto accanto a Cosmi e dando indicazioni a Iemmello e compagni. L’ombra dell’ex centravanti, in verità un po’ ingombrante per Cosmi vista la differenza di statura tra i due, scuote Serse che a quel punto non può fare altro che riscoprire la sua vera indole. Tra rimproveri e incitamenti, il Perugia rinasce e pareggia i conti nei minuti finali della prima frazione. In tribuna, e forse anche in campo, non è chiaro il nome dell’autore del gol (Iemmello? Buonaiuto? Di Chiara?) e il tabellone elettronico dell’Adriatico non aiuta, visto che è fuori uso per la terza partita di fila. Dopo qualche minuto di attesa, tutti concordano: la rete è di Buonaiuto. Comunque sia, al duplice fischio, Cosmi non sta nella pelle, cerca di guadagnare subito il tunnel che conduce agli spogliatoi dimenticando che bisogna dare la precedenza agli arbitri. Allora uno steward è costretto a bloccarlo e a fargli aspettare il suo turno. Il tecnico annuisce e si porta in mezzo al campo circondato dai suoi giocatori, mentre dalla parte opposta Sottil, un po’ frastornato per l’uno-due micidiale degli umbri, chiama a sé i biancazzurri cercando di ristabilire ordine e serenità. Ripresa vivace con emozioni da una parte e dall’altra (più Perugia che Pescara) e soprattutto con Melchiorri ancora una volta timido. Il grande ex (45 presenze, 14 gol e 10 assist col Pescara nel 2014-15) si batte con ardore, ma conferma di avere un pizzico di soggezione quando affronta gli adriatici. E quando ha l’occasione di stendere il Delfino la fallisce, restando a digiuno per l’8ª volta in altrettanti incroci con la sua ex squadra. La speranza è che il punticino serva davvero per la salvezza del Pescara.
Giovanni Tontodonati
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