Sinisi con l’asta salta più in alto dei problemi logistici

Il teatino è l’unico abruzzese ad aver superato i 5 metri: «Allenarsi è un’impresa, ma non mollo e vado avanti»
PESCARA. Tra gli abruzzesi che in questo scorcio di stagione di atletica si stanno mettendo in luce a livello nazionale, il saltatore con l’asta Andea Sinisi è quello che sta stupendo più di tutti. Dopo i 5,30 metri superati venerdì scorso a Marano di Napoli, in occasione dei campionati regionali della Campania, ha consolidato quel salto di qualità effettuato durante la stagione indoor, superando per la prima volta in carriera i 5,20. Finora, è l’unico abruzzese della storia ad aver valicato i 5 metri. Ora, con questa nuova misura il ventitreenne atleta teatino tesserato con l’Enterprice Sport & Service Benevento, si è insediato stabilmente nell’élite italiana della specialità, occupando il quarto posto della graduatoria stagionale, in compagnia degli avieri Alessandro Sinno e Matteo Rubiani, con il carabiniere Giorgio Piantella capolista stagionale con 5,55. Seguono il primatista italiano Giuseppe Gibilisco (Fiamme Gialle), con 5,52, e Marco Boni (Aeronautica) con 5,51. Il dato rilevante è che Sinisi – cresciuto nelle file della Falco Azzurro Chieti e portato all’atletica nove anni fa dall’ex triplista teatino Ezio Buzzelli – è l’unico atleta per così dire non professionista tra quelli citati, tutti assistiti da gruppi sportivi militari. Aspetto che aggiunge ancora più valore ai suoi risultati, poiché ottenuti in condizioni non facili nelle quali allenarsi per via della complessità e dei costi elevati delle attrezzature necessarie a gareggiare e ad allenarsi nella specialità del salto con l’asta. «Di difficoltà per allenarmi ne incontro tante, piccole e grandi », fa sapere Sinisi in uno dei momenti di pausa tra i quotidiani allenamenti. «Con la momentanea chiusura della pista di Chieti, che spero di tornare a utilizzare presto, sono costretto a spostarmi da una sede all’altra. Spesso vado a Pescara ad allenarmi e, durante la stagione invernale, sono costretto ad andare a Fermo, la struttura al coperto più vicina. Io e il mio tecnico Umberto Tuffanelli, che ringrazio per la sua dedizione, non sappiamo più cosa inventarci per trovare soluzioni alternative alla mancanza di impianti e attrezzature adeguati per poter lavorare. Inoltre, con la crescita del livello dei risultati, avrei bisogno di un numero maggiore di aste e, si sa, ogni asta costa migliaia di euro. Spero anche che la federazione mi assista a livello tecnico, permettendomi di prendere parte a qualche raduno nazionale».
Si aspettava di superare 5,30? «In questo momento no, perché provenivo da un problema fisico che non mi aveva permesso di allenarmi nella maniera giusta per dieci giorni. Ma considero questa misura un punto di partenza, sperando di progredire ancora in stagione e, magari, arrivare a superare i 5,40 e, successivamente i 5,50, che sarebbe il top per me. Una prima occasione importante potrebbero essere i campionati italiani assoluti (il 18-20 luglio a Rovereto, ndc), dove mi confronterò con i migliori».
Nel 2014 un progresso di trenta centimetri, rispetto al precedente primato personale risalente al 2012, e di 50 centimetri rispetto alla stagione scorsa. Che cosa è accaduto nel frattempo? «Sono migliorato molto a livello tecnico, riuscendo a porre più attenzione ai consigli del mio allenatore e grazie a una crescita caratteriale. Sono un tipo che non molla, nella speranza di poter diventare un giorno atleta a tempo pieno».
Roberto Ragonese
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