Sinner e Arnaldi insuperabili La Coppa Davis è dell’Italia a 47 anni dal trionfo in Cile

27 Novembre 2023

Dopo la Serbia di Djokovic, la squadra di Volandri batte l’Australia in finale L’altoatesino: «Una vittoria speciale, abbiamo sentito tutti gli italiani qui»

MALAGA (SPAGNA). L’orgoglio e le lacrime di Filippo Volandri, il capitano dell’Italtennis che 47 anni dopo rivince la Coppa Davis, la determinazione di Jannik Sinner, braccio e anima azzurri. E poi la gioia dei vari Arnaldi, Musetti, Sonego e pure quella di Matteo Berrettini, infortunato ma a Malaga per fare gruppo e tifare Italia. Trionfa l’Italia del tennis che batte nella finale di Malaga l’Australia, vero e proprio tabù azzurro, grazie ai successi di Matteo Arnaldi e soprattutto di Jannik Sinner, il diamante azzurro, vero protagonista della final eight andalusa, capace di portare per mano l’Italtennis al traguardo che mancava dal 1976, quando a far sognare l’Italia furono Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli, con Pietrangeli capitano. All'ottava finale di Coppa Davis (la quarta contro la bestia nera Australia, vincente nel 1960, 1961 e 1977), i ragazzi del capitano Filippo Volandri centrano l’impresa. Dopo il successo di Matteo Arnaldi in singolare su Alexei Popyrin (7-5, 2-6, 6-4), il punto del 2-0 è arrivato da Jannik Sinner che ha battuto in due set Alexi de Minaur (6-3, 6-0).
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha invitato ufficialmente gli azzurri al Quirinale, il 21 dicembre.
Sorrisi ed emozione per i protagonisti dell’impresa azzurra e a festeggiare, sul podio, c’è anche il novantenne Nicola Pietrangeli, capitano del primo successo italiano in Davis e simbolo del tennis italiano nel mondo, l’azzurro con la miglior classifica di sempre nella storia del tennis maschile e soprattutto icona della Coppa Davis. «Sono orgoglioso di questi ragazzi, sono felice di quanto abbiamo fatto», dice commosso Volandri, «grazie a tutti quelli che ci hanno supportato negli ultimi due anni. Siamo un gruppo unito, questo è quello che vogliamo. Questo è un progetto partito da lontanissimo, tra miliardi di difficoltà ma i ragazzi mi sono stati sempre vicini, ho sempre avuto il loro supporto. E da quando è arrivato qui Matteo (Berrettini, ndr) siamo diventati ancor più famiglia».
«Questa vittoria è particolare e speciale», commenta Sinner, «sapevamo di avere un ottimo gruppo, siamo riusciti a mettere i pezzi insieme. Berrettini ha avuto una stagione difficile, ma è venuto qui e ci ha sostenuto. È importante far squadra, siamo tutti contenti di alzare questa coppa speciale. Grazie a tutti gli italiani che ci hanno creduto, anche quando le cose sono andate male. Da Torino ho portato tanta energia e abbiamo fatto gruppo. A Bologna abbiamo sofferto, ma siamo sempre rimasti lì. Siamo stati a un punto dal ko contro la Serbia, ora trionfiamo».
Sinner sottolinea l’unità del gruppo: «Siamo una squadra unita, ognuno di noi può essere contento. Abbiamo tenuto tanto che Matteo venisse qui a sostenerci, possiamo solo ridere. C’è tanta emozione, abbiamo sentito tutti gli italiani venuti qui a Malaga, chi ha guardato in Italia. Sapevamo che era una cosa grande, abbiamo avuto la giusta mentalità. La cosa più importante era far squadra, siamo tutti contenti di alzare questa Coppa molto speciale».
Parlano tutti i componenti della squadra, tutti orgogliosi e comprensibilmente felici. «Oggi Jannik e Matteo sono stati straordinari», dice Musetti, senza voce. «È la più grande emozione della mia carriera. Non ho giocato questi giorni ma sono felice di essere parte di questa squadra», gli fa eco Bolelli, mentre “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano continua a scorrere dagli altoparlanti. «È pazzesco, ci supportiamo tutti in questo gruppo e penso che l’avete visto», spiega Arnaldi. «Grazie a tutti loro», aggiunge Sonego, «è un momento emozionante per me, per questa squadra».