Skriniar lancia l’Inter verso lo scudetto

9 Marzo 2021

Settima vittoria di fila per la capolista che soffre ma batte l’Atalanta grazie a un gol del difensore e torna a più 6 sul Milan

MILANO. Con le unghie e con i denti, senza aver paura di sporcarsi nella lotta, dimenticandosi per una serata il fioretto per una più pratica sciabola. All'Inter basta un destro in mischia di Skriniar per battere l'Atalanta, centrando la settima vittoria consecutiva e tornando a +6 sul Milan e +10 sulla Juventus (in attesa del recupero col Napoli) in classifica. «Vincerà chi attacca meglio», aveva predetto Conte alla vigilia, considerando che si sfidavano i due migliori attacchi della serie A. Ma sono state le difese a dominare, bloccando Lukaku-Lautaro da una parte e tutta la batteria di attaccanti atalantini dall'altra.
È servita così la zampata in piena area di Skriniar per permettere ai nerazzurri di continuare la corsa in vetta alla classifica, con una prestazione solida e di battaglia. Riassumibile anche nell'immagine di Eriksen, che nel finale non ha badato al sodo, sparando in tribuna un paio di palloni che scottavano. Che potesse essere una serata di lotta più che talento, in fondo, si era intuito già dalla lettura delle formazioni, visto che Conte ha rinunciato proprio al danese preferendogli Vidal, mentre Gasperini ha lasciato in panchina Ilicic e Muriel. Lo spettacolo in campo è mancato, ma non l'intensità, in una partita tattica soprattutto nel primo tempo.
La pressione dell'Atalanta costringe l'Inter a giocare in sostanza con un solo schema, ovverosia il lancio a Lukaku: mossa che, dopo un rischio di autogol di Romero (Sportiello si salva di testa) funziona solo al 25', quando il belga si invola belga al 25' si invola ma viene fermato al momento del tiro. Bisogna aspettare il 39' per il primo tiro in porta con un intervento di Handanovic che respinge con un riflesso un colpo di testa ravvicinato di Zapata. E sul corner seguente, Brozovic salva sul palo un'altra inzuccata di Djimsiti. Nella ripresa serve più qualità, così Conte e Gasperini scelgono di lanciare nella mischia Eriksen e Ilicic. Il vantaggio arriva sugli sviluppi di un corner calciato proprio dal danese, con Skriniar che approfitta di una dormita di Gosens per battere a rete col destro e sbloccare il risultato. Lukaku ha subito la palla per raddoppiare dopo una scivolata di Toloi, ma al momento del tiro viene nuovamente chiuso. L'Atalanta alza la pressione e Zapata spaventa subito Handanovic, con un destro dal limite che si spegne a fil di palo. Gasperini perde il colombiano per un problema fisico e lancia Muriel, che impegna subito il portiere sloveno con un mancino da posizione defilata. Ci prova pure Pasalic, destro al volo alto di poco, ma è l'ultima occasione, perché nel finale l'Inter tira giù la serranda in area senza concedere opportunità. Anche perché tutti si travestono da operai, pure Eriksen e Sanchez, importanti più con la grinta che con la tecnica per portare a casa tre punti fondamentali in quello che era considerato uno snodo decisivo per il campionato. «Saranno tutte finali», aveva detto Conte: ora ne mancano 12, ma l'Inter non vuole più fermarsi.
Angelo Caradonna