Sollievo Breda, il futuro fa meno paura: «Abbiamo ritrovato delle certezze»
Dopo il gol di La Mantia ha temuto il peggio. Alla fine, però, dopo 94’ di sofferenza, Roberto Breda è riuscito ad evitare l’esonero, strappando un punto d’oro in casa dell’Empoli. Non una gara...
Dopo il gol di La Mantia ha temuto il peggio. Alla fine, però, dopo 94’ di sofferenza, Roberto Breda è riuscito ad evitare l’esonero, strappando un punto d’oro in casa dell’Empoli. Non una gara qualsiasi, perché davanti c’era la squadra prima in classifica con un reparto offensivo da sballo e con una difesa di ferro. Il 2-2, certo, non risolve i problemi del Pescara, ma almeno limita i danni, specie a livello mentale. Il Delfino era a secco dal 4 gennaio e ieri al Castellani ha preso un punticino che può consegnare un briciolo di speranza in chiave salvezza. «Non era facile giocare contro l’Empoli, visto che venivamo da quattro sconfitte di fila», ha detto Breda a fine partita. «Tuttavia, col passare dei minuti ci siamo sciolti e mi è piaciuto l’atteggiamento della squadra, che ha fatto bene sul piano dell’interpretazione. Abbiamo fatto la partita che aveva preparato. L’obiettivo era quello di sporcare le linee di gioco e ripartire. Va bene così, siamo tornati ad avere certezze e lo spirito che mancava. La squadra è viva. Sul 2-1 potevamo sbandare, invece siamo stati bravi a crederci restando in partita. Mi è piaciuta la mentalità». Il ritiro punitivo e il confronto con i tifosi, in qualche modo sono serviti. Breda ha rimesso in carreggiata il Delfino, almeno per il momento, mettendo in campo la squadra secondo le sue idee tattiche. «Io ho peccato di presunzione nell’inserire i nuovi tutti insieme contro la Reggina, lasciando quanto fatto invece nelle gare precedenti», ha spiegato il 51enne tecnico trevigiano parlando dell’assetto tattico variato dal 4-3-2-1 al 5-3-2. «La colpa è mia perché non dovevo snaturarmi. Oggi volevo schermare le loro giocate e ripartire. E, soprattutto, nel secondo tempo lo abbiamo fatto. Adesso, però, bisogna cavalcare le nostre certezze. La difesa a quattro richiede tempo. Ho sbagliato a cambiare molto nelle ultime partite. L’importante è aver ritrovato quelle certezze che prima la squadra aveva. Adesso dobbiamo continuare così e migliorare ogni giorno di più». Il Pescara da qui alla fine dovrà fare un gioco oculato per provare a strappare punti salvezza. «Giocando con questo sistema (5-3-2, ndr) non devi solo pensare a difenderti, puoi fare anche altro. In questo momento, però, non dobbiamo pensare a comandare il gioco ma a fare punti e centrare la salvezza». Machìn ha segnato il gol del 2-2, ma non è sembrato ancora al top della condizione. Breda, però, non la pensa così: «Per me ha fatto una gara di sostanza e ha dato una mano a tutti i reparti. Sono contento. A volte andiamo a cercare l’estetica nei singoli, ma oggi (ieri, ndr) Machìn ha messo tanta quantità e sono convinto che col tempo la sua condizione crescerà e farà meglio».
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