Solo e contestato dai tifosi Campitelli medita l’addio

21 Marzo 2017

Il blitz ultrà di sabato e gli insulti di domenica scuotono il patron che riflette sul futuro

TERAMO. Teramo-Gubbio passerà alla storia non solo per le dimensioni del risultato (6-0), ma per la spaccatura della tifoseria tra pro e contro Campitelli. La situazione è surreale. La curva, per la prima volta in nove anni di gestione-Campitelli, ha intonato dei cori di dissenso nei confronti del patron provocando una contro-contestazione da parte di una buona fetta della tribuna. Il ritorno in orbita Teramo dell'ex ds Marcello Di Giuseppe (a sua volta contestato dalla curva sia a parole che tramite striscioni), «in qualità di collaboratore amministrativo-organizzativo», sta dunque avendo degli effetti a catena e ha surriscaldato gli animi. Tanto da indurre il presidente Luciano Campitelli, segnalato di umore nero, a non scartare l'ipotesi di un addio, soprattutto dopo quanto accaduto alla vigilia della gara col Gubbio (irruzione di alcuni ultrà al campo dell'Acquaviva, con parole grosse e spintoni all'indirizzo suo e del dg Scacchioli). Campitelli potrebbe decidere di lasciare al termine di questo campionato e dopo aver centrato, comunque, l'obiettivo di mantenere il Teramo in Lega Pro. Si tratta di uno stato emozionale momentaneo, come già è avvenuto in passato, o della reale volontà del presidente di provare a cedere il club tra qualche mese? Nelle prossime settimane, anche in base alla categoria dove giocherà il Teramo, se ne saprà di più. La frattura con gli ultrà, in ogni caso, non sarebbe il motivo principale per un eventuale addio di Campitelli. Il malumore del presidente ha origini lontane. Si è più volte lamentato di non ricevere aiuti concreti dalle forze economiche e politiche presenti sul territorio e dopo nove anni potrebbe essersi stancato di fare calcio da solo e di sobbarcarsi alti costi di gestione. La domanda, però, sorge spontanea: ci sono imprenditori intenzionati a rilevare il Teramo? Al momento pare proprio di no ed è questa la cosa che preoccupa di più la piazza se Campitelli decidesse davvero di mollare. Come se non bastasse, al termine della partita col Gubbio, ha fatto discutere anche la scelta della squadra di non salutare la curva e di raccogliere invece l'applauso della tribuna. Insomma non sembra esserci pace in casa Teramo, nemmeno dopo un successo che rilancia le chance di salvezza diretta (il Forlì è a +3 sul Diavolo). Dirigenti, giocatori e staff tecnico sono in silenzio stampa. Il calendario delle ultime otto giornate, almeno sulla carta, non appare proibitivo per i ragazzi di Ugolotti. A patto che si riesca a trovare quella continuità di risultati che è mancata in tutto il campionato (il Teramo, per esempio, non ha mai conquistato due vittorie di fila). Domenica, alle 16,30, è in programma lo scontro diretto sul campo del Mantova dell'ex portiere Tonti. Sarà un altro bivio fondamentale. Dando un'occhiata al calendario delle altre formazioni in lotta per la salvezza, sembra in salita il cammino del Forlì (deve giocare cinque scontri diretti, compresa la trasferta di Teramo), mentre sono in calo le quotazioni del Modena (tre sconfitte nelle ultime quattro gare) e del Sudtirol. Sempre più nera la situazione dell'Ancona, alle prese da tempo con guai societari. Il Teramo, intanto, riprende ad allenarsi nel pomeriggio di oggi. Questo il calendario delle altre sedute settimanali: domani ore 10.30 (campo Acquaviva) e ore 15; giovedì e venerdì ore 15; sabato rifinitura alle 10.

Una curiosità, infine: il capitano Ivan Speranza è tornato al gol contro il Gubbio dopo due anni di digiuno.

Gaetano Lombardino

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