Solo pari, il Napoli rinvia la festa per lo scudetto

1 Maggio 2023

Delusione tra i tifosi, ma il tricolore può arrivare già mercoledì o giovedì

NAPOLI. La festa appena cominciata è già finita. Anzi, rimandata. La Salernitana con un gol di Dia nel finale della partita, che pareggia quello messo a segno da Olivera al 17' della ripresa, beffa il Napoli e costringe a rinviare, almeno di quattro giorni, i festeggiamenti scudetto che erano stati preparati dall'intera città e dalla squadra.
Per il Napoli ora la conquista del titolo potrà avvenire giovedì (basta un punto) - o addirittura mercoledì se la Lazio non vincerà - quando la squadra di Spalletti sarà impegnata a Udine. La festa, preannunciata e organizzata con largo anticipo, sembra essere diventata reale al 17' della ripresa. Olivera salta al centro dell'area di rigore e devia di testa in rete un traversone dalla bandierina di Raspadori. Il Napoli, grazie anche alla sconfitta della Lazio con l'Inter, si cuce in quel momento lo scudetto tricolore sulla maglia. Ma nel calcio non c'è mai nulla di scontato. Paulo Sousa, che fino a quel momento aveva impostato una partita esclusivamente di contenimento, fa gli opportuni cambi e decide di giocarsela a viso aperto. Al 39' Dia si libera sul lato sinistro del fronte d'attacco e con un tiro ad effetto manda il pallone in fondo alla rete, per l'1-1 che sarà poi definitiva. Sul Maradona, già pronto per far partire i festeggiamenti che erano stati organizzati all'interno dello stadio prima di sfociare nelle strade della città, cala il gelo. Doccia gelata per 55mila spettatori. Il tempo rimanente non basta al Napoli per riacciuffare il successo. La partita si conclude con un pareggio che rinvia l'appuntamento con il tricolore per gli azzurri e allontana la Salernitana dalla zona retrocessione. La partita è vissuta tutta nell'attesa di un gol che tarda ad arrivare non tanto per demerito del Napoli, quanto per l'atteggiamento tattico della Salernitana.
I granata hanno bisogno almeno di un punto che sarebbe fondamentale in chiave salvezza e Paulo Sousa non fa complimenti. Schiera infatti la squadra con un 5-4-1 che nei momenti di pressione più intensa da parte del Napoli si trasforma in un 6-3-1 perché Coulibaly, il calciatore fisicamente più attrezzato della Salernitana, retrocede di qualche metro fino ad allinearsi ai tre centrali difensivi. In queste condizioni tattiche il Napoli non trova spazi e per quanto faccia pazientemente girare il pallone da una parte all'altra del campo, sperando di trovare tempi e modi per una imbucata risolutiva, i pericoli per la porta di Ochoa arrivano nella prima frazione di gioco soltanto con una conclusione di testa di Osimhen e da un tiro dalla distanza di Anguissa. L'attaccante nigeriano è troppo isolato in mezzo a un nugolo di avversari, mentre Kvaraskhelia viene sistematicamente chiuso da Mazzocchi e Daniliuc in una morsa ferrea, con Pirola e Bradaric che sul lato opposto riservano lo stesso trattamento a Lozano. Nella ripresa non cambia il tema tattico. Il gol per il Napoli sembra poter arrivare solo con una conclusione dalla distanza o da un'azione da calcio da fermo. E infatti è proprio da calcio d'angolo che parte la parabola che Olivera devia in rete. Poi c'è la reazione della Salernitana e il gol di Dia che gela lo stadio e rimanda di qualche giorno la festa del Napoli e della città.
Scudetto se... Calcoli alla mano: la Lazio (in campo mercoledì alle 21 in casa contro il Sassuolo) è a quota 61 punti, al massimo potrà raggiungere quota 79. Il Napoli è attualmente a 79 e, dunque, a solo un punto - contando solo sulle proprie forze - dalla certezza aritmetica del tricolore. Nel caso, invece, mercoledì sera la Lazio dovesse perdere o pareggiare contro il Sassuolo, lo scudetto dei partenopei sarebbe matematico. Prima di giocare, giovedì, a Udine.
Mario Zaccaria