Solo pari: Juventus e Milan in frenata
I bianconeri (in 10 per l’espulsione di Milik) raggiunti dall’Empoli. I rossoneri sbagliano due rigori: 2-2 del Bologna nel finale
MILANO. Più che un cooling break, un'interruzione per tenere calda l'attenzione. O, per citare il Martin Luther King riportato dai tabelloni del Meazza, per fare luce nelle tenebre del pregiudizio. Lo fanno neanche metaforicamente i telefonini e la luna piena sopra il Secondo anello arancio. Il minuto è il numero 16, stesso numero di maglia di Mike Maignan, vittima delle discriminazioni razziali a Udine nel turno precedente. Una fermata obbligata per una partita (finita 2-2) che viaggia veloce sui binari che tra Milano e Bologna mettono in fila tutti gli elementi per una partita di spessore. La freccia rossa si accosta però prima al blu e non al nero, al minuto 29. È la rete di Zirkzee dopo azione da flipper: l'olandese detta il lancio a Beukema, offre la palla che Fabbian si vede murare due volte da Kjaer, prima che attraverso la giocata sporca di Calafiori la palla gli torni per il tunnel decisivo su Maignan. Il Milan fallisce il pareggio: Skorupski neutrlizza il rigore calciato da Giroud. Due reti di Loftus-Cheek ribaltano il risultato. C’è spazio per un altro rigore per il Milan che Theo Hernandez non trasforma. Dal dischetto è preciso, invece, Orsolini che regala il 2-2 al Bologna.
Juve, solo pari. Dopo 7 vittorie consecutive, tra campionato e Coppa Italia, frena sul più bello la Juventus: solo 1-1 con l'Empoli nell'Allianz Stadium da tutto esaurito. Sfuma l'occasione, anche solo per una notte, di portarsi a +4 sull'Inter, a una settimana dallo scontro diretto di San Siro. Festeggia invece Davide Nicola: 4 punti in due partite dal suo arrivo sulla panchina toscana. Allegri deve rinviare così il traguardo dei 1.000 punti conquistati sulle panchine di serie A, ma soprattutto non si concretizza l'allungo sperato sui nerazzurri che, nel duello anche psicologico di guardie e ladri, lepri e cacciatori, Sinner e Djokovic, avrebbe avuto il suo peso. Forse il tecnico bianconero rimpiange la scelta di preferire Milik al talento di Yildiz. È proprio l'attaccante polacco, schierato per la prima volta in stagione dal 1' come spalla di Vlahovic, a fare la frittata: dopo appena 17' entra con il piede a martello su Cerri, il cartellino giallo alzato dall'arbitro Marinelli si tinge di rosso dopo il Var. Con più di 70' da giocare e un inizio di partita già non particolarmente brillante, la Juventus rimane con l'uomo in meno. E non avrà Milik per il derby d'Italia. Il polacco a fine partita chiederà scusa, ma ormai non c’è niente da fare.
Nella ripresa i bianconeri in vantaggio con Vlahovic, pareggio di Baldanzi. Allegri, a fine gara, parla di «un punto importante», anche di «rabbia e dispiacere» per non avere vinto. Il tecnico esclude che ci possa essere «un contraccolpo» in vista dello scontro diretto con l'Inter.
Angelo Caradonna
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