Sostituzione sbagliata, fu illecito?

Il caso Tollese-Pianella andrà a processo il 7 novembre all’Aquila
PESCARA. L’accusa è di quelle pesanti, un’onta per chi fa sport: illecito sportivo. Saranno chiamati a risponderne davanti al tribunale federale territoriale la Tollese (Prima categoria) e il Pianella (Seconda categoria). Entrambe le società sono state deferite per responsabilità diretta dalla procura federale al pari dei rispettivi presidenti, Francesco Ciccotelli e Silvestro Ferrone.
Rischiano grosso, anche la retrocessione. Il deferimento è relativo a una partita del girone C della Prima categoria della passata stagione. Quella del 27 aprile scorso, giocata a Tollo, tra le due squadre. Una gara di fine campionato con il Pianella, già retrocesso in Seconda categoria, e la Tollese in lotta per evitare il baratro della retrocessione. Pronostico chiuso per la Tollese, la squadra che tra le due più aveva bisogno dei tre punti in palio.
Eppure la partita è andata diversamente, l’ha vinta sul campo il Pianella contro ogni previsione e nonostante gli stimoli praticamente opposti. Ma durante l’incontro è acccaduto qualcosa di strano. Stranissimo per chi fa calcio. Una sostituzione troppo sbagliata per essere vera, secondo gli 007 della procura federale.
A tre minuti dalla fine con la Tollese che non riesciva a fare gol, c’è stato un cambio nel Pianella: è entrato Luca Ferrone, il figlio del presidente Silvestro, risultato privo di tesseramento della Figc. Un dirigente accompagnatore in panchina, non un calciatore. Così facendo, secondo l’atto d’accusa della procura, creando il presupposto per «il reclamo del presidente della Tollese con conseguente decisione del giudice sportivo che sanciva la perdita della gara al Pianella». E i tre punti a beneficio della Tollese. Che grazie anche a quel successo a tavolino è riuscita a conquistare la salvezza sul campo.
Gli atti di questa vicenda sono stati trasmessi dal comitato regionale della Figc alla procura federale nei giorni successivi al 3-0 a tavolino. Quella sostituzione sbagliata è apparsa subito sospetta. A tal punto che, secondo l’accusa, ci sarebbe stato qualcosa di illecito, tipo un accordo tra le due società per “creare” l’errore che favorisse la Tollese che sul campo non riusciva a vincere una partita che sembrava segnata. Fin qui gli atti dell’accusa che sulla vicenda ha lavorato nel corso dell’estate.
Ovviamente, le parti in causa non ci stanno. La Tollese è caduta dalle nuvole. Non si aspettava il deferimento. “Noi che cosa c’entriamo? Hanno fatto tutto loro”, il leit motiv. E l’avvocato Claudio Croce, che difende la Tollese, ha parlato di una tesi quantomeno ardita da parte della procura federale.
Professa innocenza anche la Polisportiva Pianella. Accusa e difesa scopriranno le carte in tavola il prossimo 7 novembre all’Aquila, nella sede del comitato regionale della Figc, in via Francesco Savini.
In questi casi non ci sono vie di mezzo: in presenza di un’accusa come quella di illecito sportivo e con la responsabilità diretta, visto il deferimento dei presidenti, la retrocessione all’ultimo posto è praticamente automatica qualora venga riconosciuta la colpevolezza. Sanzioni che peseranno sulla classifica attuale con modalità da stabilire.
Lo faranno i giudici del tribunale federale territoriale (presidente l’avvocato Antonello Carbonara) in primo grado e quelli del tribunale federale nazionale in seconda istanza.
@roccocoletti1
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