Spacca, a Rio la rivincita sugli scettici

Sesto posto nella staffetta 4x400 e record italiano in semifinale
PESCARA. Il sesto posto della 4x400 femminile, unica staffetta azzurra qualificata alle Olimpiadi di Rio, è stato uno delle poche note liete della spedizione dell’atletica che, come noto, non ha riportato medaglie. Alla storica impresa, che non si ripeteva dalle Olimpiadi di Los Angeles 1984 (identico sesto posto con Lombardo, Campana, Masullo, Rossi in 3’30”82), ha dato il suo determinate apporto la veterana Maria Enrica Spacca, insieme alle colleghe Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso e Libania Grenot. Il capolavoro è stato compiuto in semifinale, dove le azzurre hanno stabilito il primato italiano con 3’25”16, migliorando il precedente di 3’25”71 risalente agli Europei di Barcellona 2010 con la Spacca presente in terza frazione. La quattrocentista di origine aquilana, ma cresciuta a Borgorose, in provincia di Rieti, ha saputo smentire con una prova di grande efficacia e determinazione agonistica le perplessità sulla sua scelta. Proveniente da una stagione non esaltante, la Spacca aveva il peggiore accredito tra le azzurre candidate a un posto in staffetta. Non che la sua migliore prestazione stagionale (53”41) fosse lontana da quella delle altre ma, secondo criteri meritocratici di tipo anglosassone, sarebbe dovuta scivolare tra le riserve. Invece, soprattutto in semifinale, ha saputo riprendersi una rivincita sugli scettici. In finale non era proibitivo puntare al bronzo (oro e argento ipotecati da Stati Uniti e Giamaica, che si sono permessi il lusso di schierare le riserve in qualificazione), ma le energie erano inferiori al giorno precedente. La Spacca dichiara di sentirsi soddisfatta, perché ha dato tutto quello che poteva, così come le sue compagne di squadra. L’Italia in finale ha corso in 3’27”05, lontana poco più di un secondo dal bronzo della Gran Bretagna con 3’25”78. Per la Spacca, a trenta anni compiuti, è forse l’ultima olimpiade in carriera, dopo quella di Londra 2012. Ma ci sono altri appuntamenti che potrebbero vederla ancora sulla breccia: i Mondiali 2017 di Londra e gli Europei di Berlino del 2018. (r.r.)
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